Llorente è convinto: «La rosa del Napoli è più forte di quella della Juventus e cambiare Spalletti non servirebbe a nulla»
Hanno Detto

Llorente è convinto: «La rosa del Napoli è più forte di quella della Juventus e cambiare Spalletti non servirebbe a nulla»

«La rosa del Napoli è più forte di quella della Juventus e cambiare Spalletti non servirebbe a nulla»: Llorente è convinto

Fernando Llorente, ex attaccante di Juventus e Napoli, è stato intervistato da Tuttosport.

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RITIRO JUVE – «A Napoli ne abbiamo fatto uno nel 2019. Ma lo penso ancora oggi: non era il momento perché non era una cosa decisa dai giocatori e dall’allenatore. In questo caso, se ha agito direttamente Spalletti, sicuramente ha fatto benissimo: è lui l’uomo che gestisce la squadra ed è quello che conosce meglio la situazione dentro allo spogliatoio».

SERVE? – «È un momento che serve per alzare la soglia d’attenzione di tutti. Poi ogni giocatore lo vive in maniera diversa: chi ha famiglia lo fa sempre mal volentieri, inutile negarlo, mentre ai giovani non cambia più di tanto la routine quotidiana. Sono convinto, a maggior ragione dopo aver visto la squadra a Genova, che la Juve abbia bisogno di un momento per compattarsi».

PROBLEMI JUVE – «Alla Juve manca un po’ tutto. Sono arrivato a Torino che avevamo una squadra composta da un’ossatura di italiani. Poi c’erano anche giocatori che facevano la differenza come Tevez, Vidal e Pogba. Eravamo una squadra molto solida, unita e con alcuni fuoriclasse. E poi sono convinto che manchino anche simboli di juventinità come Del Piero o Marchisio, qualcuno che abbia coscienza del mondo Juve e che lo sappia trasmettere ai nuovi arrivati».

SPALLETTI PAGHERA’ PER TUTTI? – «Quando noi cambiammo Ancelotti a Napoli non servì a niente: la squadra aveva dei problemi con la società e quelli non cambiarono, avevamo un male più profondo rispetto all’allenatore. Penso lo stesso dell’attuale Juve: i giocatori devono lavorare ancora più forte, sforzarsi di più, lottare e aiutarsi. Prima partendo dalla solidità difensiva e poi pensando a delle soluzioni per fare qualche gol in più. Quando c’era Ancelotti a Napoli avevamo un rapporto magnifico con lui, anche se i risultati non arrivavano. Avevamo solo bisogno di tempo. Ora è giusto che la Juve si guardi allo specchio e trovi delle strade percorribili per uscire dalla crisi: l’allenatore da solo non può fare nulla, è giusto che i giocatori trovino una soluzione».

KOLO MUANI – «Nella sua testa possono esserci tante cose, ogni giocatore ha i propri problemi. Non esiste solo il calcio. Credo che gli manchi fiducia nei propri mezzi, nonostante Spalletti lo faccia giocare sempre: ha un potenziale impressionante, ma in questo momento non so cosa gli stia capitando. Le ultime prestazioni sono un pochino preoccupanti. L’allenatore sa quando è meglio continuare a insistere oppure far riposare un giocatore, dipende dalla sua mentalità. Poi, certo, il problema di questa squadra non è mica soltanto Kolo Muani».

JUVE-NAPOLI – «Per la Juve la partita col Napoli è già decisiva. Sarà importante l’approccio e l’attenzione che mostrerà la squadra. Dopo un ritiro “punitivo” non c’è momento migliore per invertire la rotta, per cercare un cambiamento immediato. Una vera scossa. Contro il Napoli mi aspetto tanto: la Juve avrà molta pressione, ma dovrà dimostrare qualcosa. Senza rimandare ancora».

LA GENTE VUOLE CONTE – «Conte è un grandissimo, lo sanno tutti, ma adesso non credo sia la soluzione cambiare allenatore. E poi sono curioso di vederli col Napoli, che però è una squadra superiore alla Juve: stanno iniziando a capire le richieste di Allegri e hanno giocatori in rosa che, a differenza dei bianconeri, negli ultimi anni hanno vinto. Di Lorenzo, Anguissa, Rrahmani e Politano rappresentano una grande base, senza dimenticare McTominay e De Bruyne, due che possono fare la differenza in qualsiasi momento».

CHI HA LA ROSA PIU’ FORTE? – «Max, senza dubbio. Il Napoli ha un organico decisamente superiore a quello della Juve, con giocatori molto esperti. Possono avere un calo fisico, certo, ma lo zoccolo duro della squadra è di livello molto alto»

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