A Cagliari arriva la quinta vittoria consecutiva

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Un match tosto e combattuto, come preventivato, che la Juve vince con pazienza e facendo trionfare la qualità, poi il cecchino Higuain inanella due sigilli dei suoi e arriva la posta piena

La Juve sbanca il Sant’Elia e porta a casa il quinto successo consecutivo in campionato, cosa non ancora accaduta in questo campionato di Serie A. In verità le vittorie di fila, se si considera l’eliminazione del Milan in Coppa Italia, sono ben sei. Un filotto importante che permette ai bianconeri di librarsi in classifica e mantenere inalterati i distacchi su chi insegue. A Cagliari è andata in scena una gara combattuta, tosta e non facile da interpretare, con i rossoblù isolani bravi a resistere 37 minuti grazie alla chiusura di tutti i varchi, con due linee strettissime tra difesa e mediana che creavano densità, uno schieramento aggressivo che difendeva con otto-nove uomini, in perenne attesa, pronto alla ripartenza.

I ragazzi di Allegri hanno avuto pazienza, costruendo il giro palla e la ricerca dell’imbucata giusta che è giunta appunto al minuto 37 grazie ad un filtrante millesimato di Marchisio che ha sbrecciato la diga cagliaritana, mettendo il Pipita solo davanti al portiere avversario: scavetto, palla incrociata sul secondo palo, rete gonfia, Juve in vantaggio. Higuain si è ripetuto ad inizio della seconda frazione, lui cecchino mostruosamente implacabile in area di rigore, concludendo una ripartenza da sogno con magica volata di Cuadrado, che ha cavalcato il vento che spirava sul prato, superandolo in velocità, triangolo perfetto con Dybala e conclusione di punta del Pipita, in una sorta di finalizzazione da calcio a cinque. La Juve da quando Allegri ha scelto di attuare il modulo 4-2-3-1, è divenuta inarrestabile, con gran parte della qualità presente in rosa, schierata direttamente al servizio della squadra, con risultati esaltanti. E anche il gioco se n’è avvantaggiato sensibilmente, sciorinando fluidità, bellezza, geometrie e piacevolezza per chi osserva. Con il nuovo schieramento i bianconeri subiscono decisamente poco, pochissimo, l’ultimo pallone alle spalle di Buffon va datato all’ infausta trasferta di Firenze, dopo di allora la Juve non ha più subito reti in campionato mantenendo inviolata la porta e rischiando quasi mai di capitolare.

Insomma una delle ricette classiche per vincere lo scudetto. Mettiamoci poi la media gol del Pipita, una rete ogni 95 minuti, praticamente un successo personale a partita, un centrocampo che sa difendere ed offendere, le corsi laterali che sfruttano in ampiezza tutto il perimetro erboso, la crescita esponenziale di interpreti come Pjanic, Cuadrado e Mandzukic, e il puzzle è completo. In verità ieri sera, le due catene laterali hanno avuto rendimenti discrepanti. Quella di destra, LichtsteinerCuadrado, ha portato grandi frutti con sovrapposizioni continue, qualità d’esecuzione e corsa sciolta in entrambe le fasi di gioco, quella mancina ha mostrato un Alex Sandro non ancora brillante e il croato-carrarmato Mandzukic, non il solito leone ovunque, con due colpi di testa falliti, uno di un soffio, l’altro sulla traversa.

C’è sempre da migliorare per aspirare ai trionfi, è lapalissiano aggiungerlo. La Juventus conclude alla grande una settimana nodale, mettendo in carniere tre vittorie e nove punti in graduatoria, nonostante il puro terrorismo mediatico scatenato da portatori di malafede nel post gara con l’Inter e le invereconde parole di Nainngolan. La Juventus vince sul campo, unica legge inoppugnabile del calcio, i detrattori si rodono il fegato e i polpastrelli, nel cercare alibi e scusanti per non riuscire a stoppare l’ennesima volata vincente della Vecchia Signora. Avanti così.

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