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Spalletti-Comolli, storia di una rottura annunciata: il tappo è saltato. Tutti i retroscena e le crepe

Spalletti Comolli, storia di una rottura annunciata: il tappo è saltato. Tutte le crepe tra il tecnico bianconero e l’amministratore del club
Nel colloquio telefonico con John Elkann, successivo al drammatico scivolone interno contro la Fiorentina, Luciano Spalletti non si è affatto nascosto, assumendosi pubblicamente tutte le colpe del disastro. Una mossa da leader che, di fatto, ha fatto esplodere le profonde contraddizioni interne. Fino a ieri, forte del consolidato legame con l’ad di Exor, il tecnico aveva evitato lo scontro diretto con Damien Comolli, sperando di centrare la Champions League per garantire una convivenza serena. Ma ora il tappo è definitivamente saltato. Lo riporta Tuttosport.
Tra allenatore e amministratore delegato non ci sono state liti plateali, ma un gelo totale: parlano due lingue calcistiche opposte. La frattura si è consumata sulle visioni di mercato. Per Comolli bastano 2 o 3 innesti per puntare allo scudetto; per Spalletti ne servono almeno il doppio, e i recenti verdetti del campo gli hanno dato tragicamente ragione. Al patron Elkann, il mister ha chiesto chiarezza estrema: meno deleghe all’ex Tolosa e un mercato estivo blindato dalle troppe influenze esterne (vedi Pecini). Brucia ancora il clamoroso “balletto della punta” di gennaio, quando le sue esplicite richieste per un attaccante, palesate sin da dicembre, rimasero inascoltate.
In attesa del verdetto di Elkann — che ha fornito rassicurazioni ma non verdetti definitivi — la Juventus sonda il terreno per il futuro dirigenziale. Avanza l’ipotesi di un ritorno di Matteo Tognozzi. Sull’attuale ds del Rio Ave, però, è in pressing asfissiante la Roma dei Friedkin: il 39enne parla sei lingue, vanta una rete internazionale sconfinata e si sposa alla perfezione con l’idea di calcio di Gian Piero Gasperini.
Dopo una vita nell’area scouting, Tognozzi è pronto per il grande salto. Alla Continassa pretenderebbe un incarico pienamente operativo sul mercato, potendo dialogare direttamente con Spalletti (vecchio conoscente ai tempi dello Zenit). Un suo rientro è praticamente impossibile con l’attuale management, visto che in estate Comolli gli aveva preferito prima Modesto e poi Ottolini. L’incastro diventerebbe invece verosimile qualora Giorgio Chiellini ottenesse maggiori poteri decisionali. Tra dieci giorni si conoscerà il destino di Tognozzi: la Capitale (dove è in corsa con Tony D’Amico) lo tenta moltissimo, ma la porta per un clamoroso bis bianconero resta spalancata.