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Birindelli: «Allegri sa cosa fare. Rinnovo Dybala? Una barzelletta» – ESCLUSIVA

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In esclusiva per Juventusnews24, Alessandro Birindelli ha analizzato l’attuale situazione della squadra di Massimiliano Allegri

La Juventus torna in campo all’Allianz Stadium per affrontare l’Udinese. Bianconeri impegnati nell’ultimo anticipo di questo sabato di Serie A, dove andranno in cerca di tre punti per dimenticare subito il ko con l’Inter. In esclusiva per Juventusnews24, l’ex terzino juventino Alessandro Birindelli ha analizzato la situazione della squadra di Allegri: dai recenti risultati al rinnovo di Dybala. E non solo…

Che partita è stata contro l’Inter?

«In Supercoppa ho visto un’Inter superiore alla Juve e questo si notava già dalle prime fasi di gioco. Anche nell’atteggiamento la squadra di Allegri è stata molto bassa, sapendo che di fronte aveva un avversario più forte, con più esperienza per un gruppo che viene da ormai tre anni di lavoro insieme, prima con Conte e ora con Inzaghi. I bianconeri sono in via di ricostruzione, ci sono tanti punti interrogativi e tante conferme che ancora vanno ricercate».

Possiamo quindi dire che è stata una sconfitta meritata?

«Questo non saprei. Può succedere di tutto nelle partite secche, io parlo in generale a lungo raggio. L’Inter ora è più forte, un gradino sopra alla Juve, ma per quello che si è visto poi poteva succedere di tutto. Non è che la squadra di Allegri è stata inferiore o surclassata, ma comunque c’era la sensazione che loro potessero segnare in qualsiasi momento a differenza nostra. In ogni caso è stata una sconfitta che poi è venuta solamente a causa di due errori individuali».

Sarà un ko che si farà sentire anche nelle prossime partite?

«No la Juve non ne risentirà, la squadra è consapevole di quello che è e di quello che deve fare per tornare ai livelli importanti che tutti ci aspettiamo. Serve ora ritrovare subito la retta strada per poi arrivare a marzo, quando ci saranno gli appuntamenti importanti tra cui gli ottavi di Champions, nella migliore delle condizioni. E poi il quarto posto, ora obiettivo primario, è da centrare assolutamente. Sarebbe una grande boccata d’ossigeno per le casse della società».

Cosa dobbiamo aspettarci quindi dalla sfida con l’Udinese?

«Come tutte le partite con squadre medio-basse c’è sempre il rischio di trovare un pericolo dietro l’angolo. La partita va affrontata al massimo, ma credo la Juve sappia bene che non può più permettersi errori in questo momento. Penso poi che dall’altra parte ci sarà un avversario motivato e in cerca di punti per ottenere una salvezza tranquilla. Dopo l’esonero di Gotti, che è stato molto bravo a costruire le basi di questa squadra, ora col nuovo allenatore hanno trovato
qualche spunto in più, sotto l’aspetto agonistico parliamo di una squadra cambiata notevolmente. Poi non è facile valutare ora le situazioni con il Covid, può cambiare tutto in poco tempo».

Basi che deve gettare anche Allegri. Come giudica il suo lavoro ad oggi?

«Domanda da un milione di euro in cui potrei rispondere in mille modi. Credo che lui abbia l’obiettivo di ridare in primis un’identità, un senso di appartenenza. Deve far capire cosa significa giocare nella Juventus e ridare dei valori al gruppo che ha a disposizione. Poi si scontra con una rosa secondo me incompleta dopo la partenza all’ultimo di Ronaldo. Adesso non c’è più l’alibi, il capro espiatorio. Quando non segnava era il problema, mentre adesso viene meno anche questo. In generale per me è riuscito in parte nei suoi compiti, sta facendo un buon lavoro, anche se appunto ha obiettivi diversi a quelli a cui eravamo abituati. Ora deve costruire, quando era arrivato la prima volta già aveva buone basi sulle quali ha poi proseguito. Bisogna vedere anche se in questi ultimi giorni di mercato gli rinforzeranno la rosa».

L’ altalenanza di risultati però non può essere giustificata dalla sola cessione di Ronaldo.

«Negli anni sono stati comprati giocatori che dovevano far fare il salto di qualità, prendere il posto di chi era arrivato a fine ciclo, un po’ per l’età e un po’ per altre motivazioni. Questo è un
anno di ricostruzione e Allegri è stato ripreso per questo: individuare chi già da ora è da Juve e potrà quindi rimanere in questo gruppo e poi chi dovrà arrivare per costruire un nuovo ciclo che duri negli anni».

Come si muoverebbe quindi sul mercato?

«Se potessi rinforzerei sicuramente il centrocampo per via delle caratteristiche, serve più dinamicità. McKennie è l’unico giocatore che in questo anno sta dimostrando di possedere qualità negli inserimenti e in zona gol, cosa che gli altri non hanno. In questo momento i bianconeri non arrivano al gol con gli attaccanti e quando questo succede serve una mano soprattutto dai centrocampisti. E poi se se ne presentasse l’opportunità io farei un acquisto davanti, la Juve dovrebbe provarci fino all’ultimo. Morata, Kean, Kulusevski, Dybala e Chiesa non possono bastare ad una squadra come quella di Allegri, in numeri non portano quello che ci si aspetta».

Da ex terzino, un parere sull’involuzione avuta nelle ultime stagioni da Alex Sandro?

«Non è che ha avuto involuzioni. Alex Sandro non ha mai avuto un periodo dove ha dimostrato le qualità che gli appartengono. Dal primo giorno in cui è arrivato ha giocato quasi sempre per mancanza di alternative sulla sinistra e questo ha comportato che il giocatore abbia subito un notevole stress fisico. E’ tempo di trovargli un’alternativa che gli consenta di riprendere un pochino più di rifiatamento. Questo è fondamentale per riportarlo ai livelli cui si credeva fossero abituali un tempo».

Dietro di lui c’è Pellegrini che scalpita…

«Pellegrini quando ha giocato ha dimostrato di possedere qualità. Non ha ancora dalla sua l’esperienza di Alex Sandro, ma questa è una cosa che viene anche giocando e lui ne ha bisogno. In questo momento è la soluzione migliore per cercare di accelerare questo percorso di crescita».

Veniamo poi ad un altro tema importante in casa Juve: il rinnovo di Dybala. Come vede la situazione?

«Sta diventando una barzelletta. Le dichiarazioni che si sussegono settimana dopo settimana suscitano malessere interno non solo nel giocatore, ma anche nel resto del gruppo. Non si capisce se la società crede in lui oppure no. Al di là delle cifre, tutte le volte che Arrivabene ne parla sembra non capire l’importanza della tranquillità che deve avere questo giocatore. Dopo la partenza di Ronaldo abbiamo pensato tutti fosse lui il futuro della Juve e se viene messo sempre in discussione ogni volta Dybala non è aiutato nel compito. La società deve ora mettere le cose in chiaro e mi sembra una cosa che pensano in tanti, non solo io. Si prenda posizione e si dica “Dybala non lo rinnoviamo perchè certe cifre sono troppo alte e non ha dimostrato di valerle” oppure lo si rinnovi».

Per la corsa al quarto posto c’è una favorita?

«Direi di no. La Juve se la gioca al momento, escludendo che non vada ad intervenire sul mercato con inserimenti che facciano fare il salto di qualità in zona gol come detto prima».

E invece per lo scudetto?

«Vedo l’Inter sempre un gradino sopra le altre, poi subito dietro c’è il Milan che a sorpresa è sempre lì nonostante abbia mille difficoltà. I rossoneri tengono il passo anche con le assenze. Poi le altre al momento le vedo arrancare, ma non tanto sotto l’aspetto del gioco, quanto invece sotto l’aspetto della rosa corta. Quando mancano due o tre giocatori non trovano la stessa qualità con i sostituti».

Si ringrazia Alessandro Birindelli per la cortesia e la disponibilità dimostrate nel corso di questa intervista