Allegri: «Bonus scudetto finiti. Dybala? Magari gioca centravanti»

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© foto Massimo Pinca

Il tecnico bianconero: «Potrei mettere l’argentino davanti. Contro il Chievo fondamentale vincere, alla Juve sto bene ma al futuro penseremo dopo»

Vigilia di Juve-Chievo. Allegri presenta, in sala stampa a Vinovo, la partita e le possibili insidie sempre nascoste dietro l’angolo: «Domani è una gara molto importante, mancano solo 8 gare alla fine del torneo e più si va avanti più le gare ‘pesano’. Non possiamo permetterci di sbagliare perchè un ‘bonus’ ce lo siamo già giocati a Napoli pareggiando in campionato, e domani occorre quindi solo vincere. Al Barcellona ci penseremo da domenica: quelle gare ci vuole poco a prepararle. Domani dobbiamo giocare molto seriamente e senza pensare a fare calcoli di formazione. E’ una gara a rischio perchè veniamo da due gare molto impegnative sotto l’aspetto fisico e mentale. Non ci deve essere calo di tensione. Il Chievo è preparato bene tatticamente, ha giocatori di esperienza e vorrà riscattare la brutta sconfitta interna col Crotone. E l’anno scorso hanno portato via un punto da qui. Noi dovremo indirizzare la gare e avere più motivazioni di loro. Non facciamo tabelle scudetto. La matematica non concede alternative: la Roma può fare 92 punti e noi dobbiamo quindi farne 93. Vietato sottovalutare gare come Chievo, Pescara e Genoa: è proprio da qui che passerà lo scudetto».

Qualche indicazione su chi scenderà in campo al cospetto dei clivensi Allegri la offre: «Mandzukic difficilmente giocherà. Higuain? Potrebbe giocare Dybala centravanti visto che non ho neanche Kean a disposizione. Dybala sta bene e ha bisogno di giocare non di riposare: più gioca e più migliora la sua condizione. Mercoledi ha fatto 70 minuti, sta migliorando ma non è ancora in condizione ottimale. Sul centrocampo valuto oggi. Marchisio potrebbe rientrare, Khedira vediamo. Le scelte in questo reparto saranno condizionate da quelli che schiererò davanti. In difesa Chiellini si è laureato ieri, non vorrei accusasse le fatiche dello studio… Dani Alves? Ho lui e Lichsteiner in quel ruolo. Giocatori diversi ma entrambi grandi giocatori. Dani Alves ha avuto difficoltà all’inizio perchè non è facile arrivare da un campionato straniero e nel momento in cui stava crescendo si è fatto male».

Si domanda al tecnico livornese se sia realmente possibile non pensare all’imminente incontro con il Barcellona: «Non bisogna pensarci, la prossima gara è contro il Chievo e le energie vanno riservate al campionato. Poi si penserà al Barcellona. I catalani li rispettiamo, è un quarto di Champions e in questo momento tutte le grandi squadre ancora in lizza sono in ottima condizione. Noi abbiamo tre obiettivi ancora possibili ma occorre fare un passo alla volta. Abbiamo raggiunto per la terza volta consecutiva la finale di coppa Italia, i ragazzi sono stati straordinari sotto l’aspetto morale e tecnico. Noi lavoriamo per cercare di vincere tutto ma non è facile e lo sappiamo. Questo momento va vissuto con energia e entusiasmo. Dobbiamo alzare l’asticella di quello che possiamo fare. Questa squadra può fare il massimo ma deve crederci».

Non può mancare la classica domanda sul futuro, su dove allenerà Allegri la prossima stagione: «Intanto ringrazio per le parole espresse ieri da John Elkann. Ho un contratto sino al 2018, il problema allenatore non esiste. E’ l’ultimo dei problemi sia da parte mia che da parte della Juve. Ora pensiamo a giocare poi la società mi chiamerà. Io sono contento di stare qui, sono un dipendente che gestisce risorse umane e ora non ho la testa per pensare già all’anno prossimo. Dobbiamo concentrarci solo sul presente. Se le cose andranno bene non penso ci possa essere separazione. Se andranno troppo bene potrei fare come Mourinho e lasciare? Io tolgo il ‘se’. Pensiamo a vincere il campionato, che è l’obiettivo principale della stagione per entrare nella leggenda. Ci sono calciatori che possono vincere sei scudetti di fila, sarebbe veramente leggendario… La Champions è una competizione a sé, molto affascinante. Ma l’obiettivo era entrare nelle prime otto d’Europa e lo abbiamo raggiunto. Poi si può arrivare in finale ma l’importante era entrare nell’elite del calcio europeo. E la Juve intesa come società può sempre aprire altri cicli, ha un programma, un progetto. La Juve è una delle società più forti e importanti in Europa».

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