Allegri ci salverà, ma vogliamo sapere il perchè

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Juventus-Tottenham, due gol subiti in casa e una partita giocata per grandi tratti in copertura assoluta. Tutti i perchè di una sfida che può costare la Champions

Allegri sa come fare. E ha (e quindi abbiamo) tutte le carte in regola e l’intelligenza per andare a vincere a Londra. Questo va detto. Perchè è doveroso, d’altronde non si diventa big assolute in Europa da un giorno all’altro. Così come non si crolla in un tempo così veloce. Ma ci sono tutti una serie di perchè a cui Allegri deve rispondere.

Inizio da favola. Di quelli che in Champions poche volte ti capitano. Il Tottenham si fa colpire a freddo. Sulla prima punizione subita la difesa dorme, Lloris anche e la girata (lenta) di Higuain diventa pure gol. Perfetto. Poi passano otto minuti e Davis alza la gamba su Bernardeschi. Altro regalo degli Spurs. Rigore Pipita e 2-0. Ma poi? E’ solo il 10′ e la Juve pensa unicamente a chiudersi con tutti i suoi effettivi a protezione della propria porta.

Va bene che in campionato ha subito un gol nelle ultime 15 gare, va bene che in Champions lo Stadium è un fortino. Va bene tutto. Però questo è feticismo. In questo sicuramente Allegri poteva fare di più, nella fase di impostazione del gioco. Emblematica la posizione di Higuain che si stacca dalla mattonella di uomo più avanzato per arrivare fino alla trequarti a portare pressione sul portatore. In alcuni momenti ci sono quindi addirittura undici uomini dietro la linea del pallone. E stiamo parlando del Tottenham. Una squadra di tutto rispetto, ma comunque il Tottenham.

Il 4-2-3-1 nella partita più importante e Khedira non regge

Infatti una strategia del genere non dura. La Juve ha ancora un contropiede clamoroso, non finalizzato da Higuain e poi prende gol. Imbucata geniale di Dele Alli che taglia fuori Chiellini per Kane. A tu per tu con Buffon il bomber scarpa d’oro non sbaglia. Anche se fortunatamente dietro gli inglesi sono di un livello ben più basso. Aurier entra in scivolata su Douglas Costa che però va il doppio più veloce. Calcio di rigore. Altro regalo, questa volta buttato via da Higuain (protagonista in tutto e per tutto).

Nella ripresa la Juve si ricompatta e gioca meglio. Anche se dietro si soffre la fantasia Spurs. Eriksen è immarcabile, Deli Alli a tratti pure. Buffon sulla punizione al limite di Eriksen si dimostra assolutamente umano: 2-2. E ad Allegri bisogna chiedere: perchè il 4-2-3-1 dopo mesi di 4-3-3? Vero manca Matuidi, ma così in Europa si rischia troppo. Il ritorno al vecchio modulo nella partita più importante ricorda un po’ lo stesso errore del secondo tempo di Verona contro l’Hellas. In più Khedira ha dimostrato anche stasera di non reggere più certi ritmi. In Champions si paga dazio.

Insomma ai punti se il Tottenham avesse vinto non ci sarebbe stato niente di male. Ed è andata pure bene: il vantaggio di Higuain è in fuorigioco ed il contatto di Benatia su Kane in area non sarebbe uno scandalo fosse stato da rigore. Allegri ha rischiato questa volta troppo, così c’è il pericolo di bruciarsi. A Wembley sarà durissima. Proprio perchè si deve per forza vincere.

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