Allegri e la Juve, quando nel 2014 i tifosi gridavano a gran voce: «Non lo vogliamo»

allegri conte
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Ora tutti quanti tessono le lodi dell’allenatore bianconero Max Allegri, ma nel 2014 c’era chi chiedeva già la sua testa senza che avesse nemmeno incominciato la sua avventura in bianconero

Riavvolgiamo il nastro a ormai due anni e mezzo fa, quando in quel oggioso pomeriggio del 15 luglio 2014 l’allora tecnico bianconero Antonio Conte rassegnò le dimissioni e al suo posto la società Juventus si mobilitò immediatamente comunicando in maniera tempestiva l’ingaggio di Max Allegri con un contratto fino al 30 giugno 2018. La reazione del tifo bianconero – indispettito dal fatto che il nuovo tecnico della Vecchia Signora sarebbe stato l’ex vecchio nemico dai tempi in cui il livornese guidava il Milan – fu netta: immediata contestazione. Ricordate i cori di un ingente gruppo di “tifosi” al di fuori del centro tecnico di Vinovo? «Noi Allegri non lo vogliamo!» e «Chi non salta è rossonero!». Prima stagione e si parte subito con il botto, malgrado lo scetticismo generale nei confronti dell’ex Milan; il tecnico bianconero conquista infatti il quarto tricolore consecutivo e si spinge oltre ai limiti che il suo predecessore non aveva mai valicato: la finale di Coppa Italia (vinta 2-1 contro la Lazio) e quella di Champions League, in cui l’armata bianconera si arrese soltanto al cospetto del Barcellona dei marziani. Inizia poi la seconda stagione, con tante incognite visto l’ingente numero di giocatori partenti: subito l’ipoteca della Supercoppa italiana, poi l’insapettata partenza in campionato a rallentatore: il doppio ko contro Udinese e Roma fa precipitare i bianconeri all’ultimo posto in classifica con zero punti dopo due giornate, fino al culmine della sconfitta esterna a Reggio Emilia contro il Sassuolo: una parte della dirigenza bianconera (oltre che la maggior parte del tifo) si schiera contro l’alleantore, ma Allegri resiste e grazie all’appoggio dello “zoccolo duro” si prodiga all’ipoteca del quinto scudetto consecutivo complessivo per la Juventus (il suo secondo personale in bianconero) e la seconda Coppa Italia di fila battendo il Milan. La terza stagione è infine storia recente. Chi oggi – dopo due scudetti, due Coppe Italia, una Supercoppa italiana e due finali di Champions League ipotecate in appena due anni – griderebbe ancora: «Noi Allegri non lo vogliamo» scagli la prima pietra!

 

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