Allegri prudente: «Napoli rabbioso, l’importante in casa è non prendere gol»

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Sul suo futuro: «Studiare spagnolo? A scuola faticavo con l’italiano. Però ho imparato il torinese. Triplete? Parliamo di cose serie»

Vigilia di Juve-Napoli, semifinale di coppa Italia. In conferenza stampa, a Vinovo, Massimiliano Allegri mette in guardia la platea sulla difficoltà della gara: «Ci teniamo a giocare la terza finale di seguito di coppa Italia, sarebbe bello. Ma attenzione, il Napoli sarà rabbioso per la sconfitta contro l’Atalanta di sabato scorso. Inoltre non è che in tre giorni i partenopei hanno perso tutto quanto di buono fatto in questi anni. La cosa più importante è non prendere gol visto che giochiamo la prima in casa. Turn-over? Ci saranno dei cambi ma devo ancora valutare bene».

Il livornese tesse gli elogi di Dybala e Neto: «Lui ci permette di raccordare i due centrocampisti con gli attaccanti. Con lui abbiamo più qualità e linee di passaggio. Ma non può giocare sempre. Senza di lui si gioca magari un po’ meno bene ma l’importante è non perdere solidità di squadra e ordine. Neto? Gioca di sicuro. Ha fatto sempre ottime gare. E’ secondo portiere alla Juve solo perchè davanti c’è uno come Buffon ma in altre squadre sarebbe titolare… Sugli esterni giocheranno Lichsteiner e Asamoah. Higuain? Le emozioni di vedere il Napoli le ha già superate in campionato…».

Tocca ad un argomento da prendere con le molle, la possibile conquista della ‘tripletta’. Ma qui Allegri fa un passo indietro con la sua consueta ironia: «Parliamo di cose serie per favore. Intanto sarebbe bello arrivare in fondo a tutte le competizioni per riempire il calendario, sarebbe noioso trascorrere le settimane senza giocare alcuna partita… Ho sempre detto che marzo sarebbe stato un mese decisivo per decollare come squadra e devo dire che ci arriviamo con 7 punti di vantaggio sulla seconda in campionato, la Roma, che è diventata una squadra seria e tosta; ci arriviamo con la vittoria di Porto in Champions League e con la semifinale di coppa Italia. Risultati importanti. La squadra è migliorata nei singoli, nello sviluppo collettivo, nell’entusiasmo».

Infine un accenno di futuro. Ma anche qui l’ironia prevale su tutto e la curiosità dei giornalisti rimane inevasa: «Se sto studiando l’inglese o lo spagnolo? A scuola facevo fatica ad imparare l’italiano… Però ho imparato il torinese discretamente bene…»

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