Allegri, il suo pupillo De Sciglio e un labiale sospetto

de sciglio
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Lo definì un fenomeno ai tempi del Milan e l’interesse di Allegri nei confronti di Mattia De Sciglio non è mai sceso

«I giovani hanno dei momenti in cui sembrano dei campioni e dei momenti in cui sembrano dei brocchi. Ma non è così, devono semplicemente trovare un loro equilibrio, a meno che non siano dei fenomeni, già pronti per giocare titolari nel Milan, come De Sciglio. Di De Sciglio però ce ne uno, altrimenti sarebbe troppo facile»: Queste le parole di Max Allegri risalenti al 21 dicembre 2013, nella conferenza stampa alla vigilia del derby con l’Inter. Un rapporto solidissimo ha sempre legato i due e non a caso gli anni migliori di De Sciglio coincidono proprio con Allegri in panchina. E il mister livornese non si è dimenticato del suo pupillo. Durante il post della finale di Coppa Italia dello scorso maggio, nel tentativo di consolare il suo ex giocatore, qualcuno ha pure intravisto nel labiale una mezza frase “Tra poco ti porto a Torino” sussurrata da Allegri.

Di certo l’interesse per il terzino rossonero c’è, specie dopo la possibile doppia partenza Evra-Lichtsteiner la prossima stagione. Ci sono comunque tutta una serie di variabili da tenere in conto: la proprietà del Milan e la permanenza o meno di Allegri la prossima stagione. Il feeling fra i due sboccia fin da subito, quando Mattia De Sciglio viene aggregato alla prima squadra, a 18 anni e Allegri lo fa esordire in Champions League contro il Viktoria Plzen. Solo 3’ ma nella gara di ritorno, a qualificazione già acquisita, al giovane terzino rossonero viene concesso di giocare l’intera partita da titolare. Un sogno che si avvera per chi era partito con il Milan addirittura dagli esordienti.

De Sciglio si afferma come titolare la stagione successiva (2012/13), durante la volata scudetto persa contro la Juve di Conte. Fatica poi però a trovare continuità a causa dei problemi al ginocchio e altri acciacchi fisici. Le prestazioni ne patiscono ma la stima di Allegri nei suoi confronti, anche da avversario sulla panchina della Juve, rimane invariata. Perché di “De Sciglio ce n’è uno solo” e la sfida imminente di Coppa Italia potrebbe avere risvolti inaspettati per entrambi.

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