Analisi tattica Juve-Inter: Bonucci è dominante su Lukaku

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Analisi tattica Juve-Inter: la partita dello Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Maurizio Sarri e Antonio Conte

All’Allianz Stadium si affrontano la Juventus e l’Inter, in un Derby d’Italia dal sapore di Scudetto . Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

Bonucci e De Ligt sono dominanti

Il pressing alto della Juve è stato discontinuo contro l’Inter. Per larghe fasi del match, i nerazzurri sono usciti facilmente da dietro, con i bianconeri che correvano male (la situazione è migliorata molto dopo il primo gol). Tuttavia, la Juve si è difesa molto bene anche di posizione: nei frangenti in cui ci si schiacciava dietro, si sono corsi comunque pochi pericoli. Diversi meriti sono di De Ligt e Bonucci, che hanno disputato una gara maestosa contro Lukaku e Lautaro, con le due punte che hanno faticato molto a trovarsi. Il viterbese, in particolare, si è segnalato per la bellezza di 4 anticipi (spesso in zone avanzatissime del campo), che di fatto hanno annullato Lukaku.

L’intensità di Bentancur e Matuidi

Davanti alla difesa, Bentancur ha dato quell’intensità che spesso era mancata alla Juve nelle settimane precedenti. Quando i bianconeri attaccavano, l’uruguagio ha sempre accompagnato in avanti l’azione, consentendo alla squadra di riaggredire bene a palla persa: un qualcosa che Pjanic tende a fare meno. Bentancur si è poi esaltato quando nella ripresa i bianconeri sono saliti di ritmo, ricoprendo posizioni enormi di campo e facendosi trovare ovunque. Ha anche confezionato il lancio che ha portato al gol di Dybala. L’unico difetto è che, quando pressato, non sempre riesce a smarcarsi ottimamente: non a caso, la Juve è spesso passata dai terzini nell’uscita da dietro. In quell’aspetto deve migliorare, soprattutto se vuole imporsi come vertice basso. Anche Matuidi ha dato intensità alla squadra: dopo il gol, era sempre tra i più aggressivi nel pressare in avanti. Inoltre, ha offerto eccezionali movimenti senza palla, come per esempio nell’occasione del gol di Ramsey. Finalmente le mezzali procurano una rete.

La discontinuità di Ramsey

Il principale rimpianto è che la Juve riesce a essere intensa solo a tratti. Ci è voluto il gol per dare la scossa alla squadra, visto che nelle fasi precedenti si è mostrata troppa passività. Un altro dei difetti del primo tempo è stata la lentezza del giro palla. L’Inter proteggeva bene la trequarti, con i bianconeri che non riuscivano a sfondare. La Juve faceva densità soprattutto a destra, ma i giocatori creativi su quel lato si sono distinti per tante imprecisioni tecniche. Costa (che tendeva a partire più largo) è stato tra i peggiori, mentre Ramsey ha sbagliato diversi appoggi quando la Juve provava a combinare sul breve. Dopo il gol, anche il gallese è cresciuto di rendimento. L’ingresso di Dybala ha poi dato quell’incisività offensiva che stava mancando (Higuain effettuava preziose aperture ma era poco pericoloso). Insomma, la Juve ha chiuso in crescendo, ottenendo una vittoria meritata grazie a una seconda metà di gara.

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