Atalanta, insidie di una pratica (quasi) chiusa

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Atalanta come ultimo ostacolo verso il sesto scudetto consecutivo, ma attenti perchè i bergamaschi puntano al ritorno in Europa dopo ventisei anni

Ognuna con i propri obiettivi, ma la partita di venerdì sera allo stadio Azzurri d’Italia rappresenta un crocevia fondamentale per le due squadre. Gli orobici non fanno punti in casa contro i bianconeri dal febbraio 2003, 1 a 1 con reti di Pinardi e Di Vaio e non vincono dal 2001, 2 a 1 con le reti di Lorenzi e Ventola a ribaltare l’iniziale autorete di Paganin. Era la giovane Atalanta di Vavassori che si classificò al settimo posto, appena fuori dalla zona Europa. Oggi, invece, i bergamaschi sono pronti a chiudere una grandissima stagione con un meritato piazzamento tra le prime cinque della classifica. Molto passa dalla sfida contro i Campioni d’Italia, perché, se dovesse arrivare un risultato positivo, poi il percorso sarebbe in discesa fino al traguardo e lo scontro diretto con il Milan alla terzultima potrebbe davvero sancire il raggiungimento dell’Europa League.

L’Atalanta si basa su un consolidato sistema di gioco che prevede tre difensori davanti al portiere Berisha. Il brasiliano Toloi, il futuro juventino Caldara e l’ex bianconero Masiello. Sulle fasce Spinazzola e Conti consentono a Gasperini di variare il modulo di gioco, passando da una difesa a 5 a un attacco a 4, con l’accentramento di Gomez, che va a supportare la prima punta Petagna. In mezzo, la straripante forza di Kessié, e gli inserimenti delle mezzali Kurtic e Freuler, garantiscono a al tecnico ex Genoa molta imprevedibilità in fase offensiva. L’Atalanta, soprattutto in casa, tende a partire molto forte, sfruttando anche l’entusiasmo del suo stadio, che si presenterà tutto esaurito e voglioso di aiutare la squadra a centrare l’ennesimo scalpo eccellente, dopo quelli di Napoli, Roma e Inter.

Il pericolo pubblico numero uno è sicuramente Alejandro “Papu” Gomez che sta vivendo la stagione più bella della carriera, vero trascinatore di un gruppo composto da diversi giovani dal futuro assicurato. L’argentino è l’arma in più grazie ai suoi guizzi e alla capacità, con i suoi dribbling, di creare la superiorità numerica nella parte sinistra del campo, per gli inserimenti costanti di Spinazzola, vera rivelazione dell’annata atalantina. In prestito biennale dalla Juventus, l’esterno umbro potrebbe però fare rientro alla casa madre giù al termine della stagione, per diventare l’alternativa ad Alex Sandro, o, perché no, anche quella a Mandzukic. Per molti versi, su quella fascia si dovrà giocare come fatto al Camp Nou, con un aiuto costante dell’esterno avanzato a quello difensivo.

La Juventus non dovrà farsi distrarre dall’imminente gara di andata contro il Monaco per sfruttare al meglio la sua superiorità tecnica e fisica. Dovesse presentarsi in campo non concentrata appieno sui bergamaschi, il rischio di una Genova bis sarebbe molto alto. Vincere vorrebbe dire chiudere definitivamente il discorso, perché pare assai improbabile che poi i bianconeri possano perdere otto punti nelle restanti quattro partite, sempre che la Roma domenica batta la Lazio nel derby. A quel punto, ci si potrebbe davvero concentrare sugli altri due obiettivi, per raggiungere una tripletta da leggenda.

Paolo Oggioni, “Invitato Speciale” per Junews24, giornalista del circuito nazionale 7 Gold Tv.

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