Venezia, Audero sbotta: «Tutti pronti a screditare la mia Juve»

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Il portiere classe ’98 in prestito al Venezia torna a parlare del mondo Juve. Questi i passaggi principali dell’intervista di Emil Audero con un succoso aneddoto

Dopo un buon inizio di stagione con la maglia del Venezia in Serie B, Emil Audero è tornato a parlare, in un’intervista rilasciata a Tuttosport, della sua esperienza in bianconero. L’ultimo anno con Buffon in prima squadra è servito tantissimo per la crescita professionale del ragazzo così come l’importanza di certi palcoscenici. Ecco tutte le dichiarazioni di Audero, e c’è anche un aneddoto niente male…

DALLA FINALE DI CHAMPIONS ALLA SERIE B – «E’ un’esperienza che volevo per giocare con continuità e crescere. A Venezia ho trovato una società molto organizzata e mi trovo bene. Ma io mi sento sempre un giocatore della Juventus, mandato a fare esperienza. Il mio obiettivo è tornare un domani in bianconero».

ESPERIENZA PRESTITO – «Io quello con più  chance tra gli juventini? Giocare in porta nella Juventus è difficilissimo. Il mio sogno però è quello e per realizzarlo sono consapevole che devo sfruttare al massimo questi anni in prestito, a partire dalla stagione qui a Venezia».

BUFFON – «Parliamo del miglior portiere di sempre: Gigi è il top in tutto. Se devo scegliere un aspetto, dico il piazzamento sui tiri. Mi piacerebbe avere anche il suo carisma, la sua umanità. I primi anni gli davo del “lei”, poi grazie a lui mi sono sciolto. Ultimamente mi chiamava ‘gattone’».

VECCHI AMICI – «Mi sono scambiato alcuni messaggi con Alex Sandro. E riguardo ai tempi della Primavera juventina sento con frequenza il mio amico Sakor, che quest’anno gioca nel Goteborg in Svezia».

SANGUE BIANCONERO – «Eccome se la sento, la responsabilità. E’ un attimo sbagliare un comportamento in campo o fuori e farsi etichettare in maniera negativa da chi vuole sfruttare l’occasione per screditare la Juventus».

BENTANCUR – «Lui titolare? E’ un bel segnale: la conferma di quanto il club creda, non solo a parole ma anche con i fatti, sui giovani».

IL BOMBARDAMENTO – «Le punizioni di Pjanic e Dybala? Un bombardamento… (risata). Io facevo il mio, ma quando quei due erano in giornata su 10 punizioni realizzavano almeno 4-5 gol. E sono stato stretto per tenere alta la mia autostima».

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