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Baiocco: «Juve pronta per l’Inter. Chiellini? Svelo questo» – ESCLUSIVA

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Baiocco parla in esclusiva a Juventusnews24: le dichiarazioni sulla finale di Coppa Italia, la stagione della Juve e molto altro

Dalla finale di Coppa Italia tra Juve e Inter al momento di Vlahovic fino al futuro dei giovani e di Dybala. Davide Baiocco, ex centrocampista della Juve, ha parlato di tutto questo e molto altro in esclusiva a Juventusnews24.

La sconfitta col Genoa può influire in vista della finale di Coppa Italia?

«Non credo, la Juve non si prepara in tre giorni a quella sfida, ma tutti i giorni e curando tanti aspetti, da quello tecnico-tattico a quello mentale. Al di là dell’amarezza e di come è finito il risultato, credo che la Juve sia pronta per questa finale. Anche perché è l’unico titolo in palio e quindi è un obiettivo molto importante. Credo che arriveranno carichi e concentrati. La Juve ha fatto un campionato di rincorsa e ha consumato tante energie fisiche e mentali. Ora sta pagando un po’ questo, ma ha raddrizzato le cose con il quarto posto e la finale di Coppa Italia. Bisogna vedere sempre le cose buone e lavorare su quelle che sono andate meno bene».

Chi vede favorita tra Inter e Juve?

«Sulla partita secca è complicato dirlo, perché a volte i valori si capovolgono. Per quanto visto durante l’anno l’Inter parte in vantaggio perché ha avuto più continuità nel progetto tecnico e ha dimostrato più sicurezza nel proporre l’identità di gioco. E’ una squadra che ha coraggio ed è sicura di quello che fa. La Juve ha vissuto vicissitudini diverse tra cambi e acquisti in corsa. L’Inter ha lavorato in modo migliore, per cui qualcosa pende a loro favore nel pronostico. Detto questo, è una finale secca e non ci sono appelli. La componente emotiva e l’abitudine a giocare partite come questa aiuta».

Vlahovic dopo la sostituzione col Genoa è sembrato un po’ contrariato. Che idea si è fatto della sua reazione?

«Chi conosce Vlahovic sa che è così anche quando fa gol, è sempre esigente verso se stesso e vuole essere di aiuto alla squadra. E’ normale, il suo mestiere è segnare e questo può influire sul fatto che non sia sereno. Lui a livello emotivo ha queste caratteristiche. Non è che l’ho visto cambiato a livello di approccio. Alla fine il giocatore forte deve vedere come può tornare a fare quello che ama. Deve essere intelligente anche a capire come può essere di aiuto agli altri se non fa gol, visto che il calcio è uno sport di squadra. La Juve non solo Vlahovic. Il Real Madrid, il Manchester City, il Liverpool sono un insieme di grandi giocatori che creano la giusta sinergia, non sono solo Benzema, Foden e Salah».

Dybala ieri ha segnato ancora, ma il suo addio alla Juve è stato annunciato e deciso. Ci può essere un rimpianto per i bianconeri?

«Non lo possiamo sapere…si separano persone che stanno insieme da 30-40 anni ed è difficile poter giudicare senza sapere il perché si è arrivati a quello. Non mi piace giudicare una cosa di cui so poco. Di solito io sono per cercare di aggiustare le cose, soprattutto quando c’è un rapporto che non funziona. Mi auguro che tutti e due abbiano fatto il massimo per provarci, ma poi alla fine non ci sono riusciti. Io credo che sia stata una bella storia per entrambi. E’ un peccato per come è andato, ma alla fine si va avanti e va accettato anche se i tifosi juventini si aspettavano che il matrimonio continuasse. Si va avanti con la consapevolezza e l’augurio che abbiano fatto il massimo per provare a continuare a stare insieme».

Secondo lei Raspadori può essere il suo erede?

«Sicuramente si, ha dimostrato qualità come Berardi e altri. Detto questo, invece di fare i nomi, bisogna vivere il presente e aspettare la fine del campionato. Poi si potrà pensare al futuro. Oggi si può tenere sotto d’occhio i giocatori visionati durante l’anno per vedere la loro qualità, come si allenano, come affrontano la loro carriera. Poi alla fine, con l’allenatore, la Juve deciderà».

I giovani che sta gettando nella mischia Allegri possono creare un nuovo zoccolo duro bianconero?

«Questa domanda dovrebbe essere fatta ai dirigenti della Juve e ad Allegri. Io sono per valorizzare i talenti che ci sono in Italia e dargli l’opportunità di giocare, se lo meritano. Bissogna vedere se è stato fatto il massimo per prepararli alla Juve. L’obiettivo del settore giovanile della Juve è quello di formare giocatori pronti per la prima squadra. Poi, se non sono pronti, faranno un percorso diverso di preparazione per la Juve o per essere valorizzati in altri come club, come sta facendo Fagioli alla Cremonese. L’obiettivo è valorizzare e portare un valore aggiunto alla prima squadra della Juve. Mi rendo conto che questo non viene fatto nel calcio italiano, ma serve un lavoro fatto con competenza sui giovani. La Juve negli ultimi anni ha investito tanto nel settore giovanile, nelle strutture e negli uomini di qualità. Ho due amici alla Juve come Beruatto e Lampo che si occupano di questo. Giocatori come Miretti, Fagioli, Stramaccioni e Ranocchia sono una risultanza di questo lavoro. Mi auguro che si investa sempre più nei settori giovanili con maestri di qualità come Beruatto e Lampo per valorizzare i talenti che ci sono in Italia».

Tra i meno giovani, c’è invece un leader che potrebbe dire addio alla Juve: Chiellini. Quanto sarebbe importante e impattante la separazione col capitano?

«Con Giorgio ho lavorato e lo conosco molto bene. Mi piace non solo come giocatore, ma anche per i valori, i principi di vita e la mentalità che ha. E’ come Ronaldo: quando un giocatore è integro fisicamente e ha questi principi una squadra deve fare tutto per tenerselo stretto. Magari non è più il giocatore di 10 anni fa, ma può dare un contributo per le persone nuove che entrano alla Juve. A me, quando arrivai in bianconero, aiutò tantissimo nella crescita, l’ambientamento e nell’essere una persona migliore il fatto di essere accolto da gente con determinati principi, valori e mentalità oltre le qualità tecnico-tattiche. E’ importante trovare persone giuste con cui lavorare. Giorgio ha dimostrato nel tempo di avere le qualità per costruire gruppi vincenti».

Domanda secca: chi vince lo scudetto tra Milan e Inter?

«Il Milan ha partite molto difficili, quindi parte con un po’ di vantaggio, ma non troppo. L’Inter è una squadra che ha dimostrato grande consapevolezza sulla sua identità di gioco, a parte qualche partita. Sta lavorando in maniera particolare ad una crescita e ci può stare che qualcosa abbia sbagliato. Il Milan ha fatto un lavoro straordinario, Pioli mi piace tantissimo. Il Milan ha un passo avanti…ma di pochissimo».

Si ringrazia Baiocco per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista