Barzagli torna terzino: precedenti da incubo

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Allegri torna ad impiegare il suo difensore come laterale basso a destra. Una mossa accantonata da tempo che rievoca terribili spettri del passato. Barzagli terzino è azzardo o mossa vincente?

Un po’ esigenza, un po’ scelta ponderata. Rischio lo è del tutto. Allegri punterà ancora, dopo tantissimo tempo, su Andrea Barzagli terzino destro. Una decisione che fa tremare, non poco, i tifosi bianconeri: da una parte c’entra la scaramanzia, dall’altra la lucida analisi. Proviamo a spiegarvi perché, in questo momento, l’impiego del Campione del Mondo in quella porzione di campo rappresenta un autentico salto nel buio.

PRECEDENTI – Che paura! L’ultima volta che Barza giocò titolare da terzino fu in occasione della Supercoppa contro la Lazio. Una partita nata storta e finita stortissima che vide i bianconeri cadere, rialazarsi e infine soccombere sotto i colpi della squadra di Inzaghi. La pessima prova offerta dall’ex Palermo convinse Allegri a non ricorrere più a quel tipo di soluzione dal primo minuto. Basti pensare al forzatissimo quanto bizzarro adattamento di Sturaro nel ruolo. Cose brutte, insomma. Andrea terzino, da allora, lo si è visto solamente a gara in corso, come cerotto in determinati momenti della partita, con un determinato risultato. Andando indietro nel tempo, Barzagli laterale basso, lo ritroviamo a Cardiff. Semplicemente da mani nei capelli.

TATTICA – Poi c’è il campo. E quello non mente mai. Barza a destra, preferito a Lichtsteiner, significa una cosa sola. Maggiore copertura sulla destra. Allegri teme come un matto la verve offensiva di El Shaarawy e, soprattutto, la continuità di affondo di Kolarov (che treno!). Il tecnico livornese si copre, tanto, forse troppo. Ci spieghiamo: l’unico modo per tenere il terzino serbo ancorato alla propria terza linea sarebbe stato quello di scegliere un interprete di spinta per limitarne gli sganciamenti. Barzagli invece sarà piantato e andrà, verosimilmente, in difficoltà sulle elevate velocità di punta sia di Kolarov sia del Faraone. Gli rimane l’enorme esperienza. Allegri e, noi tutti, ci affideremo a quella questa sera. Basterà?