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Brighenti: «La Juventus U23 può battere chiunque. I gol? Dico questo»

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Brighenti, attaccante della Juventus U23, ha rilasciato un’intervista a JTV per parlare della sua stagione e non solo

Brighenti ha rilasciato un’intervista a JTV.

Le dichiarazioni dell’attaccante della Juventus U23.

GIRONE DI RITORNO – «Questo è un momento importante, abbiamo dieci partite in un mese e mezzo e possiamo fare risultato con chiunque nel nostro girone. Però allo stesso tempo se non siamo attenti al dettaglio rischiamo di compromettere quanto di buono fatto a livello di classifica e di prestazioni – magari con qualche passaggio a vuoto – nel girone d’andata».

PRO VERCELLI – «A fine primo tempo (Zauli ndr) ci ha spronato a crederci perché vedeva in noi le possibilità di recuperare la partita. Effettivamente nel secondo tempo abbiamo avuto qualche occasione, potevamo riuscire a sistemarla, rimetterla in piedi e recuperarla».

RITORNO IN CAMPO – «Dopo un inizio di girone d’andata in cui sono stato poco a disposizione a causa di qualche problema fisico, verso la fine del girone sono riuscito a dare un po’ di continuità alle presenze e ho giocato le ultime tre partite. Sono contento di essere tornato e di riuscire a giocare e allenarmi con continuità».

ALLENAMENTO – «Io cerco sempre di interpretare al 100% quella che è la proposta di allenatore e staff tecnico. Poi a livello personale per me è utile riprodurre quello che succede in partita, cioè fare gli allenamenti nella maniera più reale possibile rispetto alla partita».

GIOCATORE DI ESPERIENZA – «Mi sento un compagno di squadra con un po’ di esperienza. Cerco di mettermi al pari e al servizio loro. Vederti come uno più grande può in qualche modo bloccarli, invece cerco di mettermi a disposizione in maniera naturale e aiutarli in campo e se c’è bisogno anche fuori. Sono ragazzi intelligenti che hanno voglia di migliorarsi come me».

GOL – «Siamo forti, abbiamo qualità e talento e ogni giorno dobbiamo cercare di migliorarci e farci trovare pronto quando il mister ci chiama in causa. I gol? Mi fa piacere perché venivo da un periodo in cui venivo fuori. Non mi piace stare fuori, mi piace essere dentro per aiutare la squadra dal punto di vista dell’esperienza per dare il mio contributo e anche a livello tecnico».

SQUALO – «E’ il soprannome che mi hanno dato negli ultimi anni, da Monza in poi, dopo un contest di tifosi in cui davano ad ogni giocatore un soprannome. Qualche mio compagno ha iniziato a chiamarmi così e piano piano me lo sono preso».

PADRE DI FAMIGLIA – «Avere una famiglia numerosa mi aiuta a non pensare sempre alle dinamiche quotidiane del calcio. Quando vado a casa per forza di cose devo staccare. Un po’ mi pesa il fatto che negli ultimi 2 anni sto lontano dalla mia famiglia, ma sono sacrifici che si fanno volentieri. Quando riesco a tornare a casa sono sempre felice di stare un po’ con loro. I miei due figli maschi giocano a calcio e mi piace che pratichino questo sport. Oltre l’aspetto agonistico, c’è un coinvolgimento educativo perché si impara a stare in gruppo e condividere momenti belli e brutti coi compagni, superandoli».

OBIETTIVO – «Cerco sempre di non accontentarmi e di fare sempre meglio, di guardare sempre chi fa meglio di me. Spero da qua a giugno di essere sempre a disposizione del mister come non sono stato nel girone d’andata».