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Buffon: «Il ritorno di Allegri alla Juve? Vi dico la mia»

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Buffon ha parlato a Sky Sport del ritorno di Allegri alla Juve, della Nazionale e del suo futuro. Le dichiarazioni dell’ex bianconero

Gigi Buffon, ex portiere della Juve, ha parlato ai microfoni di Sky Sport 24 del ritorno di Allegri sulla panchina bianconera, della Nazionale, del futuro e non solo.

ACADEMY – «C’è voglia di trasmettere qualcosa alle nuove generazioni e ridare qualcosina di quello che il calcio mi ha dato. Credo che nessuna soluzione potesse essere migliore dell’Academy per i portieri. Seguendo il metodo Buffon, quello che ho sperimentato nei miei 25 anni di attività, voglio far vivere un’esperienza speciale ai ragazzi che stanno partecipando, rendendoli felici quando andranno via».

PORTIERE MODERNO – «Coraggio, un pochino di sana follia e al giorno d’oggi tanto equilibrio mentale, psicologico. La parte tecnica e fisica una ce l’ha per natura, queste cose vanno curate».

FUTURO – «Avevo bisogno di una quindicina di giorni per mettere le cose sul tavolo e capire se fermarmi o meno. la risposta ce la siamo già dati, continuerò almeno un altro anno. Ho proposte allettanti, di squadre che giocheranno da protagoniste da Champions League. Ho scartato l’idea di vincere la Champions League da secondo portiere ma l’ho scartata perché quel ruolo appartiene solo alla Juventus. Poi c’è il ritorno alle origini e lo sto considerando come le altre possibilità. Domani incontrerò Silvano, il mio agente, e nei prossimi 2-3 giorni deciderò il mio futuro».

ALLEGRI SARRI E PIRLO – «Io penso che sia stato un’idea, un inizio di progetto e rivoluzione. Dopo due anni hai pensato che non andasse più bene e a quel punto la scelta di uno come Max è una scelta sicurissima. La scelta di Max che torna dopo due anni di bagnomaria, è una scelta che fa bene all’ambiente e lui motivato può far bene all’ambiente».

DONNARUMMA – «Io non vado nel merito delle sue scelte. Ognuno si deve fidare di lui. Io penso che lui sia un portiere che possa scrivere la storia del ruolo, vincendo ogni tipo di concorrenza. Anche se per un anno dovesse giocare ad intermittenza, non ci sarebbe nulla da eccepire. Quando fai una scelta del genere andando in una grande squadra dimostra che è una scelta fatta a lungo termine. Distrazioni? Dipende dai caratteri, dall’individuo. Per me è molto stimolante sapere che la mia carriera può prendere un certo indirizzo e credo che lo stesso valga per Gigio».

ITALIA – «C’è analogia rispetto alla nostra Italia del 2006. Il risultato dipende dalla bravura delle individualità però la vera differenza è che adesso tieni tanto la palla tu e gli altri hanno poca possibilità di farti male. Una volta facevamo partite più difensive e venivi sollecitato spesso. Chiello e Bonucci ancora adesso sono i migliori difensori europei, sono tra i primi 3-4».

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