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Calciomercato e le storie tese: intrighi e retroscena nella storia della Juve

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Il calciomercato regala storie che esigono di essere raccontate: da Baggio a Higuain, ecco alcuni aneddoti della storia della Juve

Non è ancora iniziato ufficialmente ma il calciomercato è più vivo che mai. Il periodo più amato dagli italiani e più odiato dagli allenatori entrerà presto nella sua fase ufficiale: le squadre sono già al lavoro per la prossima stagione in una sessione che si annuncia rovente con tanti parametri zero che fanno gola a tutte le big europee, Juventus in primis. Vetrina di talenti Euro2020: sono tanti i calciatori accostati alla Juventus nella manifestazione, discernendo bene però le ipotesi più fantasiose dai reali obiettivi di mercato.

Uno tra questi, Gianluigi Donnarumma, potrebbe presto diventare una di quelle “storie tese” del calciomercato: niente rinnovo con il Milan, che si è già cautelato con Maignan, e la Juve che sembra essere più di una semplice ipotesi anche leggendo i rumors sul fratello Antonio in odor di Juventus U23. In ogni caso non sarebbe di certo la prima, e sicuramente non l’ultima, storia di calciomercato da raccontare: tra intrighi, retroscena, aneddoti e tradimenti, ecco alcune pillole della storia bianconera.

In principio fu Rosetta

Virginio Rosetta è uno dei baluardi della storia della Juventus e del calcio italiano, laureatosi campione del mondo con l’Italia di Vittorio Pozzo nel 1934. Il suo nome è indissolubilmente legato al calciomercato. Nel 1923 il calcio professionistico era ancora una lontana chimera e i calciatori erano fondamentalmente dilettanti. La Pro Vercelli, club che deteneva i diritti sportivi di Rosetta, mandò una missiva a tutti i suoi calciatori dicendo che non gli avrebbe riconosciuto uno stipendio e che coloro i quali non fossero d’accordo, avrebbero potuto presentare lettera di dimissioni. Così fece Rosetta. In un amichevole tra Juve e Pro Vercelli, i dirigenti bianconeri notarono l’assenza di Rosetta. Contattato il terzino, divenne un giocatore bianconero: gli veniva riconosciuto uno stipendio (sebbene sottobanco). Il caso montò quando diverse squadre (Modena, Genoa, Padova) sporsero reclamo per la presenza di Rosetta in campo: tre sconfitte a tavolino per la Juve decise dalla Lega Calcio Nord. Il 15 dicembre del 1923 la FIGC pose fine alla vicenda restituendo le vittorie alla Juventus. I bianconeri dovettero versare 45 mila lire alla Pro Vercelli per il trasferimento di Rosetta che divenne dunque il primo colpo di calciomercato della storia del calcio italiano.

Giampiero Boniperti e la somma divisa a metà

Nel 1946 Giampiero Boniperti inizia la sua storia leggendaria con la Juventus: “Marisa” (chiamato così per i suoi riccioli biondi) viene acquistato dalla Vecchia Signora dal Momo per 60mila lire. Boniperti era legato però alla squadra del suo paese, il Barengo, dunque la cifra venne divisa a metà: 30mila lire al Momo e il corrispettivo di questa somma alla squadra del paese di Boniperti in articoli sportivi, come palloni e reti per le porte da calcio.

Josè Altafini Core ‘ngrato

Josè Altafini all’epoca dei fatti era uno dei calciatori più rappresentativi del Napoli. Nel 1975 però l’italo-brasiliano passa alla Juventus e gli azzurri acquistano Savoldi dal Bologna per la cifra record di un miliardo e quattrocentomila lire. Altafini però regala un dispiacere al Napoli nella sfida Scudetto del 6 aprile 1975: gol da subentrato contro il suo Napoli e Scudetto bianconero ai danni degli azzurri. Da quel giorno a Napoli è conosciuto come Core ‘ngrato.

Il caso Baggio: Firenze si ribella

Il caso Baggio non ha bisogno di essere presentato agli appassionati di calcio: la Juventus fece follie per averlo e sborsò la cifra record di 25 miliardi di lire alla Fiorentina. Il tutto avvenne dopo il secco no di Baggio alla Juventus con parole a mezzo stampa ma gli affari a volte dipendono da tante variabili. Baggio firma il contratto da 2 miliardi di lire a stagione con la Juventus (il 10% sarà riconosciuto al suo procuratore, Antonio Caliendo) e il 18 maggio a Firenze, sotto la sede della società allora di proprietà della famiglia Pontello, si scatena la guerriglia fatta esplodere dai tifosi viola: 30 arresti da parte della Polizia quel giorno. La rabbia non si placa con i tifosi che si sposteranno a Coverciano il giorno dopo, con gli Azzurri intenti a preparare Italia ’90: Baggio dovette ricorrere alla scorta. I “figli di Baggio” possono essere considerati Bernardeschi e Chiesa: cresciuti nel vivaio viola e poi passati all’acerrima rivale Juventus, i due ormai ex pupilli della Fiorentina sono stati più volte insultati anche sui social.

Fabian Carini e Fabio Cannavaro

Uno degli scambi di mercato che ha fatto più scalpore nell’era moderna. Estate 2004, inizio di un biennio caldissimo: la Juventus ha ingaggiato Capello e punta alla vittoria dello Scudetto, dopo il trionfo del Milan di Ancelotti. La Juve forza la mano con Cannavaro per convincerlo e in cambio del difensore che due anni dopo avrebbe alzato la coppa del mondo a Berlino, fu proposto Carini. Scambio ovviamente sbilanciato dalla parte bianconera ma si deve tener conto che Cannavaro era reduce da una frattura al piede e aveva giocato pochissimo. Mille polemiche e scenari di complotto negli anni. La versione del diretto interessato però, in una “solita” diretta Instagram del lockdown 2020, è diversa: «Un giorno Lele Oriali venne da me dicendomi che ero stato venduto. Gli chiesi dove. Alla Juventus, mi rispose. Io lo guardai perplesso, perché mi sentivo finalmente bene ed ero pronto a ricominciare alla grande la stagione. Mi disse che lo scambio con Carini era ormai cosa fatta».

Higuain e il 71: tradimento e professione

L’estate del 2016 viene ricordata per il trasferimento record di Higuain alla Juventus: dopo aver stracciato i primati in Serie A, con i 36 gol in un campionato con la maglia del Napoli, la Juventus decide di pagare la clausola da 94 milioni di euro agli azzurri. Rivolta social più che popolare a Napoli con Higuain additato come traditore e identificato nel “71” numero che nella Smorfia indica un uomo verso il quale si nutre poca o nessuna stima, per utilizzare l’espressione eufemistica più alta possibile.

Kean via dalla Juve? No, per la promessa dei trattori

 «In passato, su richiesta della Juve, ho impedito che Raiola, portasse mio figlio in Inghilterra. Mi erano stati promessi due trattori per tornare in Costa d’Avorio dove possiedo dei terreni». Queste le parole rilasciate da Biorou Jean Kean nel 2017 a Tuttosport. Il papà di Moise raccontò così la sua influenza sulle decisionid del figlio che poi lascerà comunque la Juventus, ceduto all’Everton.

 

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