Capello: «È vero, avevo detto “mai alla Juve”, ma…»

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Capello: «È vero, avevo detto “mai alla Juve”, ma nel lavoro qualche volta bisogna rimangiarsi tutto»

Fabio Capello, ex allenatore della Juve, intervenuto nella giornata di ieri a Radio Deejay ha parlato proprio del suo passaggio dalla panchina della Roma a quella bianconera e non solo…

MAI ALLA JUVE – «Non c’è niente da spiegare. Ho detto “mai alla Juve” perché eravamo in lotta con la Juve per alcuni giocatori, lo stesso Chiellini che era d’accordo con noi, poi è arrivato Moggi a piedi uniti… C’era una grande rivalità. Poi quando ho deciso di andare alla Juve – ha proseguito – sono stati loro che mi hanno chiamato. E soprattutto perché ho capito che era finito il mio ciclo romanista. Quando capisci che non riesci più a dare quanto vorresti, quando rientri a casa insoddisfatto del lavoro e della partecipazione dei giocatori, capisci che devi lasciare. E’ arrivata l’offerta e l’ho accettata. E’ vero che avevo detto così però… nel lavoro qualche volta bisogna rimangiarsi tutto»

MORATA – «C’erano tante possibilità, capito che non si poteva arrivare a Dzeko hanno puntato su Morata. E’ un giocatore maturo, importante, tecnicamente valido, non un grandissimo goleador, però secondo me è un punto di riferimento. Non so come farà giocare questa squadra Pirlo, ha abbondanza, forse manca qualcosa in difesa in attesa degli infortunati, ma è un giocatore che mi è sempre piaciuto perché è un giocatore intelligente. Giocare insieme a Dybala e Ronaldo? Sì ma chi corre per loro? Tutti gli altri devono correre per loro. Se guardi il Liverpool o il Manchester City, corrono tutti. Invece noi abbiamo ancora questo modo di giocare con gli attaccanti che restano lì davanti e rientrano ogni tanto. Per i centrocampisti diventa un supplemento di lavoro».

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