
Giovanni Carnevali ritrova il suo passato, dove il suo passaggio alla Juventus ha portato lacrime e tristezza nell’ambiente del Sassuolo
L’attesa sfida sul campo metterà Giovanni Carnevali di fronte al proprio passato. L’attuale membro della dirigenza della Juventus ritroverà da avversario il Sassuolo, società in cui ha lasciato un’impronta indelebile. In Emilia, ha operato come un punto di riferimento, supportato dalla visione della famiglia Squinzi fin dal 2014. Pur provenendo dal marketing, ha instaurato un clima di totale fiducia con chiunque, trattando i collaboratori con assoluto rispetto. Sapeva intercettare le criticità prima che diventassero problemi, mantenendo un dialogo costante con tutti i componenti della società. A riportarlo è Tuttosport.
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Il momento più delicato della gestione emiliana coincise con la retrocessione in cadetteria nel 2024. In un clima funereo, l’amministratore prese in mano la situazione, pronunciando parole chiare: «Ripartiamo tutti insieme, la retrocessione non è una tragedia. Facciamola diventare un’opportunità». Quella lucida visione si trasformò in un immediato ritorno nella Serie A. Questo forte legame spiega le lacrime versate da molti dipendenti quando comunicò il suo passaggio nel club bianconero per firmare un nuovo contratto. Non era visto come un semplice capo, ma come una colonna portante incrollabile per il gruppo.
Nel corso degli anni, l’esperto dirigente ha coltivato legami straordinari con pupilli come Domenico Berardi, Davide Frattesi, Giacomo Raspadori, Francesco Magnanelli e Tarik Muharemovic. Ha costruito una profonda amicizia con Roberto De Zerbi e Remo Morini. Tra i capolavori manageriali spicca l’avveniristico Mapei Football Center. L’unico rimpianto dell’avventura resta il trasferimento del giovane Luca Reggiani, il difensore classe 2008 che fu soffiato dal Borussia Dortmund ad appena 16 anni. Uno smacco enorme per chi ragionava sempre da padre di famiglia, un tarlo superato solo parzialmente nel tempo.