Chiarenza: «Viareggio Cup vetrina ideale per la Juventus Women Primavera» – ESCLUSIVA

vincenzo chiarenza
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Vincenzo Chiarenza, ex tecnico della Juventus Primavera, parla in esclusiva su Juventus News 24. Da Viareggio ad Ajax-Juve: le sue parole

Dici Viareggio e, se sei tifoso della Juventus, entro 4/5 secondi ti balena in mente il nome di Vincenzo Chiarenza. L’ex tecnico della Juventus Primavera, vincitore di due edizioni della manifestazione nel 2004 e nel 2005, ha dedicato un’intera carriera alla scoperta e allo sgrezzamento di talenti in erba. Juventus News 24 lo ha contattato in esclusiva per parlare del settore giovanile bianconero e di molto altro.

Niente ragazzi, ma la Viareggio Cup ha visto la partecipazione della Juventus Women Primavera nel tabellone femminile. Percorso netto e trofeo… non male!
«Sì, farle partecipare credo sia stata un’ottima idea da parte del club. È stata l’occasione perfetta per far fare un’esperienza prestigiosa ed inedita a queste ragazze. Io stesso ho allenato una squadra femminile per tre mesi e mi sono trovato benissimo: hanno un carattere diverso dai maschi ma fanno molto più gruppo. Il movimento è in grande crescita ed è giusto concedergli spazio. In generale Viareggio è la vetrina ideale per il calcio giovanile».

E se non lo sa lei che l’ha vinto due volte…
«Due volte abbiamo alzato il trofeo, tre volte siamo arrivati in finale. Il Viareggio è un torneo competitivo con squadre forti, devi essere bravo a dosare le forze. Io ne ho un ricordo stupendo: quelli sono stagli gli anni d’oro della Primavera della Juventus. In cinque anni siamo riusciti a mettere in bacheca la bellezza di otto trofei».

In quelli anni, sotto la sua gestione, sono sbocciati tanti giocatori che poi si sarebbero affermati in Serie A. Ce n’è qualcuno che non è riuscito ad arrivare dove lei si aspettava?
«Mi vengono in mente ragazzi come Davide Chiumiento e Dario Venitucci, straordinari dal punto di vista tecnico ma non sufficientemente strutturati. Tanti altri invece si sono rivelati all’altezza delle aspettative: penso ai vari Mirante, Marchisio, Konko, Masiello, Giovinco, Pasquato, Immobile, De Ceglie e Palladino. Molti di loro sono persino arrivati in Nazionale maggiore».

Passiamo alla Primavera attuale. Immagino la segua con grande interesse: cosa pensa del lavoro di Baldini?
«La seguo spesso, d’altra parte sono juventino dalla nascita. Per Baldini non è stato facile mettere insieme tanti giocatori che non si conoscevamo. Lui sta provando a dare alla sua squadra una identità di gioco definita. Vincere è la cosa più importante ma bisogna farlo con tecnica, tattica e un comportamento etico corretto. La Juventus sta lavorando bene in questi anni perché ha tecnici preparati e un centro sportivo all’avanguardia».

Per quanto concerne i singoli, quali le sembrano i prospetti più interessanti?
«Credo che Fagioli sia l’emblema, la punta dell’iceberg del Settore Giovanile juventino. Se è valido come sembra dovrebbe avere spazio in prima squadra e spero che Allegri glielo possa presto concedere. Mi auguro che da qui ai prossimi anni ci possano essere altri Kean».

A proposito di prima squadra, un altro giovane come Nicolussi Caviglia ha da poco esordito in Serie A
«Nicolussi l’ho seguito a lungo quando facevo l’osservatore per le Nazionali giovanili. È un ragazzo bravo con ottime doti di resistenza, uno da Juve visto che è anche molto intelligente».

Di giovani ne abbiamo visti tanti anche ieri sera nella sfida tra Ajax e Juventus… Cosa pensa della prestazione dei ragazzi di Allegri?
«La prova è stata buona, così come il risultato. La Juve si è trovata di fronte una squadra con giovani interessantissimi e dei giocatori anziani di grande livello: un mix molto valido. L’1-1 è un risultato che permette di approcciare il ritorno con grande positività. Detto questo bisogna stare attenti, l’Ajax forse gioca meglio fuori casa che ad Amsterdam e alcuni giocatori della Juve non sono in grande forma».

Di sicuro lo è Rodrigo Bentancur, tra i migliori alla Johan Cruijff Arena. È destinato a diventare un top player?
«Bentancur è andato in crescendo nella sua esperienza in bianconero. Dopo una prima stagione a corrente alternata è riuscito a migliorarsi molto offensivamente. Credo che se continuerà così potrà diventare un fattore per questa Juventus».

E a proposito di giovani interessanti che ne dice di de Ligt e de Jong?
«De Ligt – per quello che ha fatto vedere ieri – è un gran difensore. Ha una struttura importante ma è anche molto veloce, oltre che pericoloso davanti. Sarebbe sicuramente utile alla Juventus così come a qualsiasi altro top club europeo. De Jong è uno di prospettiva, ieri il migliore in campo con Van de Beek dal punto di vista tecnico. Il Barcellona ha fatto un grande colpo assicurandoselo».

Si ringrazia Vincenzo Chiarenza per l’intervista concessa.