Chiellini racconta: «Così ho iniziato col calcio»

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Il difensore e colonna della Juventus ha raccontato in un’intervista gli albori della sua carriera da calciatore. E non mancano un paio di succosi aneddoti sull’infanzia di Giorgio Chiellini

A vederlo oggi, grande e grosso, non lo diresti nemmeno che è stato un bambino. Eppure, per forza di cose, deve essere toccata anche a lui. King Kong o, se preferite, Giorgio Chiellini, ha svelato un paio di interessanti retroscena sul suo avvicinamento al mondo del pallone. A quanto pare totalmente imprevisto e dettato dalla pura casualità degli eventi. La vocazione per il fango e per lo “sporcarsi”, invece, c’è sempre stata e ci sarà per sempre. Leggete il tuffo nel passato di Giorgio Chiellini, che si racconta così ai microfoni dell’Uefa.

«All’asilo il mio migliore amico giocava a basket. Io avrei voluto fare lo stesso per stare con lui, ma il corso di pallacanestro non era aperto ai bambini di 5 anni. Io e mio fratello gemello venimmo invece accettati alla scuola calcio e lì è iniziata la storia che mi ha portato fino a qui. Per me il massimo era buttarmi nel fango, aspettare con gioia gli allenamenti quando pioveva. Non vedevo l’ora di andarmi a buttare nelle pozze d’acqua per poi tornare a casa e lasciare a mia nonna la borsa piena di mota, cioé di fango come lo chiamiamo noi a Livorno. Questi sono i ricordi indelebili dei miei primi anni di calcio».