Chiellini a Uefa.com: «La Juve come una famiglia, sogno la Champions. Da bambino tifavo Milan»

chiellini
© foto www.imagephotoagency.it

Le parole del difensore della Juventus, Giorgio Chiellini, ai microfoni del sito della UEFA. Ecco le parole del centrale juventino

La Juventus ha perso con la Sampdoria e Giorgio Chiellini, difensore bianconero, ha fatto un discorso importante dopo la sconfitta. Giorgione quest’oggi ha rilasciato un’altra intervista, ai microfoni di UEFA.com. Il centrale ha parlato del suo passato ma anche della Juventus. Ecco le sue parole: «Cosa rappresenta per me la Juve? La Juventus per me è una famiglia ormai. Sono qui da 12 anni, questa è la mia 13esima stagione e ho giocato oltre 400 partite. Di recente sono entrato nella top-ten di presenze di questa società, quindi lei è parte di me e io sono parte di lei. Faccio parte della storia di questa grande società e mi ritengo fortunato di aver contribuito a scriverla. Per rimanere qui tanti anni servono doti importanti, non solo tecniche, ma soprattutto umane. Visitando il museo della Juve e vedendo in esposizione le maglie e quelle classifiche che parlano di tanti anni e di tante partite, vi renderete conto che chi resta qui a lungo ha qualcosa di diverso dagli altri a livello umano».

Prosegue Giorgio Chiellini parlando del mondo Juve, del rapporto con i tifosi: «Detto da me sembrerebbe un pensiero di parte, ma tutti quelli che arrivano qui dopo pochi mesi si rendono conto che qualcosa di diverso c’è davvero. Noi siamo qui per svolgere il nostro lavoro e veniamo messi nelle condizioni per farlo al meglio. Alla Juventus c’è una cultura del lavoro molto importante, che è alla base di ogni successo e si tramanda di generazione in generazione. E’ qualcosa che anche noi dovremo lasciare anche ai ragazzi che continueranno questa grande storia. Tifosi? Ho un buonissimo rapporto con loro, perché io ho sempre dato tutto per la maglia e questo è stato sicuramente apprezzato. Poi da quando c’è lo stadio nuovo in campo è cambiato tutto, soprattutto nelle partite più importanti. Si percepisce qualcosa di speciale».

Chiosa finale con un pensiero sulla Champions League: «Tra i tifosi c’è grande attesa, c’è voglia di riuscire a risollevare quella coppa che manca da più di 20 anni, perciò le le partite di Champions sono davvero sentite. Le cavalcate che negli ultimi tre anni ci hanno portato a Berlino e Cardiff hanno lasciato il segno e speriamo di riuscire a dare questa gioia alla Juve, a tutta la Juve, il prima possibile. Credo che il nostro obiettivo debba essere quello di arrivare a giocarci tutto da protagonisti a marzo. Dovremo arrivarci nelle condizioni ideali e soprattutto da squadra vera. Se ci riusciremo, allora ci giocheremo campionato, Coppa Italia e Champions League alla grande. La Champions, naturalmente, è una competizione particolare e spesso vive di episodi, ma bisogna arrivare alla fase decisiva nelle migliori condizioni possibili. Ora il nostro obiettivo è quello di prenderci la qualificazione e di approdare agli ottavi di finale – primi o secondi cambierà poco considerando le squadre in corsa. Poi a marzo e aprile dovremo giocarcela, cercando di essere in corsa anche per vincere il settimo Scudetto, che per noi deve essere il primo obiettivo. Non perché la Champions sia meno importante, ma perché è attraverso lo Scudetto, e quindi attraverso la quotidianità delle partite di campionato, che possiamo arrivare pronti. Pensando solo alla Champions si rischia di far male su entrambi i fronti. Idoli da bambino? Maldini. Io tifavo Milan».