Allegri: «Col Parma è tosta ma dobbiamo vincere. Ronaldo è arrabbiato»

Conferenza stampa Allegri: in vista della terza giornata di Serie A, l’allenatore toscano è pronto a rispondere alle domande dei giornalisti nella consueta conferenza stampa

La terza giornata del campionato di Serie A sta per cominciare. Juventus impegnata al Tardini di Parma sabato alle 20.20. Massimiliano Allegri, a partire dalle 12, risponderà alle domande dei giornalisti nella canonica conferenza stampa di vigilia. Grande curiosità nel sapere chi scenderà in campo. In particolare, l’attenzione è rivolta alla presenza o meno di Paulo Dybala. Vedremo se l’allenatore livornese deciderà di rispondere a questa domanda. Le parole del tecnico live dalla sala stampa dell’Allianz Stadium.

GIRONE CHAMPIONS –  Magari ne parliamo dopo Sassuolo. Dò una mia idea poi parliamo del Parma che è più importante. United e Valencia sono ottime squadre e hanno un ambiente caldo. Gli Young Boys sono outsider. Ora però concentriamoci sul Parma.

DYBALA – E’ sereno, deve trovare una condizione migliore come altri perché ha giocato poche partite. L’arrivo di Ronaldo deve essere uno stimolo e infatti c’è tanta competitività all’interno del gruppo.

PARMA-JUVE – Domani è l’ultima partita di un mini ciclo. Poi inizieremo la stagione e dovremo essere tutti in condizione. Nel calcio contano due cose: correre sul rettangolo verde e vincere. Il resto sono chiacchiere. Io ho la responsabilità di portare i giocatori in condizione e di fare risultati. Per ora ci sono riuscito. La Juventus ha sempre fatto fatica a Parma quindi domani servirà una partita tosta, dovremo uscire con i tre punti ma non non sarà una passeggiata. Siamo alla vigilia della Nazionali e voglio passare una sosta serena.

RONALDO – Ronaldo sta bene. Normale che sia arrabbiato per il mancato premio: ha fatto 15 gol nella scorsa Champions. La sua assenza? Ha fatto una scelta e va rispettata. L’atteggiamento di Ronaldo dimostra quanto lui continui a lavorare per essere ancora il migliore, questo per noi è un vantaggio”

EMRE CAN – Emre can titolare? O lui o Khedira. Si sta adattando al campionato che è diverso da quello inglese. Viene da un infortunio: pian piano sta trovando la condizione. Quando è entrato ha fatto sempre bene.

INFORTUNi – Stanno tutti bene, in settimana è tornato anche De Sciglio. Pjanic ha fatto dei buoni test in settimana. Dobbiamo tutti migliorare la condizione.

FORMAZIONE – In difesa ho un dubbio sulla destra tra Cuadrado e Cancelo. A centrocampo non so ancora se mi metto a due o a tre. In attacco giocano sicuramente Ronaldo e Mandzukic. Il terzo, e forse il quarto, devo ancora deciderli.

MODELLO ALLEGRI – Non voglio diventarlo, ho già 50 anni. Non voglio fare scuola perché non ci andavo. Quando smetterò mi dovranno spiegare cosa significa “bel calcio”. L’anno scorso siamo stati il secondo o il terzo attacco del campionato. Giocare bene? Il filo è sottile. Me lo dovrebbero spiegare quelli bravi e io poi lo spiegherò umilmente ad altri. A me quando ho iniziato a fare l’allenatore piacevano quelli che vincevano. Da Capello a Lippi, senza dimenticare Sacchi. Nell’albo conta solo chi vince e a me piace vincere. A volte bisogna giocare male per portare a casa le vittorie. E servono anche i giocatori bravi, se no le società non spenderebbero tanti soldi per prenderli. È semplice.

NUOVA STAGIONE – Per vincere lo scudetto dovremo faticare di più. Le sei squadre di vertice si sono livellate verso l’alto. Fiorentina, Sampdoria, Genoa, Atalanta sono tutte difficili da affrontare. L’Inter ha fatto una grande squadra, il Napoli ha un allenatore vincente. Anche la Roma è cambiata molto… Abbiamo visto a Chievo, dopo un primo tempo bellino, che non c’è nulla di scontato.

MERCATO IN USCITA – Tutti i giocatori della Juventus sono soddisfatti. C’è grande concorrenza e se qualcuno non è contento può andare. Benatia? Rimarrà alla Juve.

KHEDIRA CRITICATO – Non ho nulla da dire, è un campione del mondo. Non si può critiare uno come lui. Ha giocato con tutti gli allenatori che ha avuto. O non capiscono nulla oppure sono quelli che parlano a non capire. C’è chi vede le partite e chi le guarda. Contano i numeri e i fatti, poi è chiaro che ci possono essere delle partite in cui gioca meno bene.

 

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