Operazione De Ligt: così Bonucci e Chiellini hanno rilanciato l'erede
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Operazione De Ligt e patto spogliatoio: così Bonucci e Chiellini hanno rilanciato l’erede

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Operazione De Ligt e patto spogliatoio: così Bonucci e Chiellini hanno rilanciato l’erede che è tornato grande contro il Chelsea

Nel profondo calderone delle tante cose messe in discussione alla Juventus in questo inizio di stagione è finito anche anche il rendimento di Matthijs De Ligt. “Disattento, acerbo, strapagato“, alcuni degli aggettivi accostati al difensore olandese che dopo un Europeo sfortunato è stato oggetto di critiche feroci da più parti. Il ragazzo olandese ha perso un po’ di sicurezza e negli ultimi mesi si è visto: da qui a metterne in discussione evidenti qualità da predestinato ce ne passa tanto così, ma è successo anche questo. Il primo a mettere un cerotto è stato Massimiliano Allegri che gli ha tolto pressione: «De Ligt ha 22 anni ed è un giocatore molto bravo. Quando è arrivato alla Juventus aveva 20 anni, è stato pagato tanto e dopo che è arrivato qui qualcuno l’ha descritto come futuro Pallone d’Oro. Ci vuole calma, la maglia della Juve pesa. Ha qualità importanti ma deve migliorare. Chiellini a 20 anni forse era peggio ma poi a 28 è diventato un giocatore serio».

Non che De Ligt abbia bisogno di 5 anni per diventare un giocatore serio: De Ligt è già un giocatore serio. E questo è stato il concetto sui cui hanno lavorato in questi giorni alla Continassa Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. I due leader della difesa bianconera hanno parlato direttamente col classe 1999 ribadendogli la loro incondizionata stima e fiducia ed estirpando qualche insicurezza di troppo. Entrambi sono consapevoli che l’ex Ajax rappresenti il futuro della Juve e glielo hanno fatto capire, anche con dichiarazioni pubbliche.

Come quella di Chiellini alla viglia del Chelsea: «Matthijs è già. Viene da stagioni importanti, ha fatto un post lockdown devastante, in mezzo all’infortunio alla spalla e con tre settimane di Covid, è tornato. Ora dopo un errore la visuale si è compromessa, nella sua testa magari c’è stata qualche certezza in meno. A ventidue anni ha margini di miglioramento non vuol dire che non sia bravo. Ha strapotere che dovrà imparare a usare, ma parliamo di un giocatore di livello internazionale». Lo stesso ha fatto Bonucci dopo la strepitosa partita di Champions dell’olandese: «Matthijs non lo scopriamo stasera. Non sta a me dire che è un grande calciatore. A volte è stato criticato eccessivamente come tutti. È un grande professionista con valori importanti. Il futuro è dalla sua parte». Il patto spogliatoio è stretto: trasformare definitivamente De Ligt nel loro erede.

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