Chi dice donna juventina

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Le donne, nel calcio e nella vita, dimostrano più fair-play dei loro compagni. Una questione ormonale legata all’evoluzione della specie

L’otto marzo è un ricordo recente. Fiumi di parole sono stati pronunciati a difesa delle donne e del ruolo che meritano nella società. Parole che sensibilizzano rispetto a un problema urgente. Dibattiti, scioperi, manifestazioni, testimonianze. Ancora a sottolineare che, nonostante i progressi sociali e civili, la donna è tuttora oggetto di discriminazioni, se non di violenze gratuite, che l’uomo si arroga il diritto di poter infliggere in nome di una sua “presunta” superiorità. Violenze che lasciano segni tangibili, nel corpo e nell’anima.

Noi di Junews24, soprattutto in questa rubrica che vuole andare oltre la rete e il rettangolo del campo da gioco, non potevamo non dedicare un pensiero alle tante donne juventine. Ma anche alle altre direi, visto che noi donne non facciamo discriminazioni e manifestiamo un istinto solidale. In questo riveliamo di possedere un piccolo cervello superiore a quello maschile, e non lo dico per fare ironia da quattro soldi.

Studi scientifici hanno dimostrato che un alto tasso di testosterone nel sangue non fa ragionare in modo equilibrato; l’aggressività degli uomini dipenderebbe, quindi, da fattori ormonali legati all’evoluzione della specie. Ed è per questo che a volte alcuni uomini (non mi va proprio di generalizzare: ho troppa stima degli altri uomini) fanno prevalere istinti belluini e primordiali, piuttosto che lucidità e ingegno. L’uomo è portato per sua natura ad essere rissoso, a lottare per difendere se stesso e la progenie. Degno discendente di Marte, dio della guerra. La donna invece è più sotto l’influsso di Venere: bellezza e amore sono i suoi elementi. La difesa della prole avviene con armi più difensive che offensive e la tenerezza è la cifra che pervade i suoi movimenti. Anche allo stadio.

Donne tifose ce ne sono, eccome. Accompagnano i compagni. Accompagnano i figli. Vanno da sole. Si sgolano, accendono gli animi dei loro giocatori, esultano, fischiano. Sono juventine fino all’ultima fibra del loro essere (e lo dimostreranno stasera, nel ritorno di Champions). Eppure non oltrepassano mai la misura. Sono donne sportive, dotate di saggezza e fair play. A mostrare la strada a quei maschi che non riescono proprio ad accendere il cervello. Soprattutto allo stadio.

“Se istruisci un bambino, avrai un uomo istruito. Se istruisci una donna, avrai una donna, una famiglia e una società istruita”
(Rita Levi Montalcini)

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