Dybala show, i complimenti ad Allegri e la concentrazione pre Roma

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© foto Massimo Pinca

Le parole di Dybala riguardanti l’annata juventina ai microfoni, di Sky Sport

Paulo Dybala incorona Max Allegri: «E’ importante per noi, personalmente per me lo è stato tantissimo in questi due anni, per farmi crescere come giocatore e come personalità dentro il campo». 

La Joya bianconera fa un resoconto sulla sua splendida annata: «Il momento migliore è stato la settimana della doppia sfida al Barcellona: stavo molto bene fisicamente, avevo tanta fiducia in me stesso e credo sia stato uno dei migliori momenti della mia carriera. Il gol più bello? Me ne sono piaciuti tanti, ma direi che la punizione contro il Palermo e il secondo gol al Barcellona sono i miei preferiti».

Poi le sue parole in vista della partita contro le Merengues allenate da Zinedine Zidane: «Mi sarebbe piaciuto giocare con lui, tutti conosciamo le sue qualità. Di lui ammiravo la sua tecnica, come si muoveva in campo, come dribblava gli avversari, facendo le cose con grande semplicità e facendo sembrare tutto molto facile. Tutti hanno visto che giocatore è stato, ora sta dimostrando di essere bravo anche come allenatore».

Prima della Champions League però bisogna alzare lo scudetto..: «Roma è una delle mie città preferite al mondo, poi l’Olimpico è lo Stadio in cui ho fatto il mio esordio giocando per il Palermo, quindi per me ha un significato speciale. Siamo molto concentrati su questa partita, sappiamo che non sarà per niente facile. E’ vero che ci basta il pareggio, ma noi giochiamo sempre per vincere. Poi affrontare la Roma è sempre difficile, perché ha grandissimi giocatori, non soltanto Totti che spero di poter salutare se mi troverò vicino a lui».

E per finire un pensiero speciale al suo mentore, l’uomo che lo ha reso ad oggi un vero fuoriclasse, Max Allegri : «Penso di essere cresciuto tantissimo nella mentalità della Juve, di entrare in campo sempre per vincere, qualunque squadra ci sia davanti. Sappiamo che il mister è molto importante per noi, e personalmente per me lo è stato tantissimo in questi due anni, per farmi crescere come giocatore e come personalità dentro e fuori dal campo»

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