
Hojbjerg a gennaio: la Juve vuole personalità e il danese aveva già detto sì in estate. Ultime sul possibile colpo a centrocampo
Alla Juventus servono disperatamente giocatori di grande personalità. Qualsiasi disamina tecnica o caratteriale, sviluppata all’interno delle mura della Continassa oppure analizzata all’esterno dagli addetti ai lavori, conduce inesorabilmente alla medesima amara conclusione. Si tratta di un ritornello ormai tristemente noto che si ripete ciclicamente identico a se stesso: era la stessa identica constatazione dell’anno scorso, dell’anno prima e di quello prima ancora. Così oggi convive una Juve costretta ad affannarsi sul rettangolo verde per ritrovare una propria anima prima che sia troppo tardi, e un’altra Juve che, muovendosi con discrezione sotto traccia, resta vigile sul fronte delle trattative per completare a gennaio quella rifondazione totale rimasta ampiamente incompiuta nel corso della sessione estiva.
Calciomercato Juve LIVE: le principali trattative di giornata
In cima alla lista delle priorità dirigenziali per il centrocampo, il nome cerchiato in rosso da Luciano Spalletti è quello di Pierre-Emile Hojbjerg. Il danese rappresenta ormai il classico profilo che di sessione in sessione viene ciclicamente accostato ai colori bianconeri: già nella scorsa sessione estiva il calciatore aveva fornito la propria massima disponibilità al trasferimento a Torino, ma il mancato sfoltimento e il conseguente intasamento della mediana non hanno permesso alla dirigenza di affondare il colpo decisivo per strappare il capitano e leader carismatico all’Olympique Marsiglia, costringendo l’allenatore ad arrangiarsi con soluzioni tampone. Lo scrive La Stampa.
A distanza di pochi mesi, le evidenti lacune di carisma emerse nell’avvio stagionale hanno trasformato quella mancata operazione in un rimpianto evidente. La squadra di Spalletti palesa una fragilità mentale cronica, incapace di reagire alle avversità e priva di condottieri carismatici in grado di guidare i compagni nel cuore della battaglia. Davanti a questo scenario allarmante, la pista che conduce al mediano danese è destinata a infiammarsi nuovamente in vista della finestra invernale: un innesto di spessore internazionale indispensabile per dare finalmente peso, ordine tattico, disciplina e vera anima al fragile centrocampo bianconero.