Icardi inguardabile col Sassuolo: non era l’attaccante più forte del mondo?

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Mauro Icardi arranca a Sassuolo: l’attaccante dell’Inter vive un momento no. E c’è ancora chi lo ritiene più forte di Gonzalo Higuain…

Fino a qualche settimana fa era considerato il messia del calcio italiano. Il più forte, il più decisivo, il più spietato in area di rigore. Gonzalo Higuain al confronto, per gran parte della critica, non era nemmeno paragonabile a Mauro Icardi, che però sta tradendo tutte le più mirabolanti aspettative. Anche in casa del Sassuolo l’argentino ha fallito miseramente, sbagliando il rigore che avrebbe permesso ai nerazzurri di agguantare un pareggio fondamentale nella corsa Scudetto. Flop già visto all‘Allianz Stadium contro la Juve, ma soprattutto la scorsa settimana contro l’Udinese, gara che doveva essere una formalità per l’Inter e invece si è trasformata in una trappola micidiale. I numeri sostengono comunque Icardi, che quest’anno sta alzando l’asticella con incredibile efficacia: ha realizzato 17 gol in 17 partite e, un dato del genere, non può che essere apprezzato. Ma ciò che fa più rumore, nella considerazione della critica nei confronti di Icardi, è l’eclissi di Higuain, considerato più debole a prescindere. Quasi con fastidiosa prevenzione, senza il minimo rispetto della carriera di un Pipita che ha segnato con tre maglie pesantissime diverse, in due campionati importantissimi.

Icardi è considerato più forte, eppure non ha ancora esordito in Champions League. Viene ritenuto superiore, eppure non ha ancora vinto nemmeno uno straccio di trofeo. Icardi è meglio di Higuain a priori, ma la realtà è ben diversa. L’Icardi di oggi è infatti la perfetta sintesi di un’Inter che continua a steccare l’appuntamento con il salto di qualità. Quando lui sbaglia, i nerazzurri crollano come a Sassuolo. Quando i nerazzurri arrancano, lui arranca con loro. Mentre Higuain, quando conta, sa sempre come essere decisivo da un momento all’altro. Meglio così: a Icardi il premio della critica, al Pipita i trofei. E’ forse questa la linea sottile che divide l’Inter dalla Juve.