Juve, analisi dell’avversario: com’è cambiato il Sassuolo con Bucchi?

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L’inizio di campionato non è stato di certo confortante, ma i neroverdi hanno tutto il tempo per rifarsi

Dopo cinque stagioni con Di Francesco in panchina, in cui il Sassuolo è riuscito anche a tagliare il traguardo della qualificazione in Europa League, la società neroverde ha scelto di ripartire da Christian Bucchi, un allenatore giovane e molto promettente ma con un passato trascorso per la maggior parte nei campionati minori: dopo aver guidato il Pescara per metà stagione nella sfortunata stagione 2012/2013, infatti, il tecnico romano è ripartito dalla Lego Pro (Gubbio, Torres, Maceratese) per poi condurre il Perugia ai playoff nello scorso campionato di Serie B.

ANCORA DIFESA A TRE? – Questa al Sassuolo, pertanto, è la prima vera e propria esperienza nel massimo campionato di Bucchi e non è iniziata certamente bene: i neroverdi, infatti, hanno collezionato soltanto un punto nei primi tre impegni e neanche le novità di schieramento proposte dal tecnico nell’ultima sfida contro l‘Atalanta hanno portato i risultati sperati. Nella gara contro i bergamaschi, infatti, Bucchi ha optato per un 3-5-2, modulo praticamente mai utilizzato negli ultimi anni da Di Francesco: la sensazione è che tale ipotesi si possa riproporre anche domenica contro la Juventus, con il terzetto difensivo che sarà ancora composto da Letschert, Acerbi e Cannavaro. Sulle corsie laterali agiranno Lirola e Adjapong, mentre in mezzo al campo giocheranno Sensi, Magnanelli ed uno tra Duncan e Mazzitelli. I dubbi principali riguardano l’attacco: data l’indisponibilità di Berardi, l’unico sicuro del posto è Falcinelli ma per affiancarlo c’è un serrato ballottaggio tra Politano, Matri e Ragusa. 

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