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Juve Chelsea: De Ligt, Bonucci e Locatelli neutralizzano Lukaku – ANALISI TATTICA

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Analisi tattica Juve Chelsea di Champions League: la partita dell’Allianz Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Allegri e Tuchel

Le modifiche a inizio gara

Le vittorie stentate contro Spezia e Sampdoria avevano migliorato la classifica, ma c’erano ancora incertezze e pensieri negativi sulla nuova Juve di Allegri. Non possiamo sapere se questo successo contro il Chelsea sarà l’inizio della svolta, ma di certo dà un’idea di solidità che ancora non si era vista in una stagione costellata fin qui da tante fragilità.

In una situazione d’emergenza, senza Morata e Dybala, la Juve ha giocato una partita che spesso avevamo visto nel primo ciclo di Allegri, caratterizzata da un blocco molto basso e attacchi diretti. Per la verità, a inizio gara i padroni di casa soffrivano molto sul proprio lato destro, con Ziyech che si infilava alle spalle di Danilo. Correttamente, abbassando Danilo, Allegri è passato a una linea a 5 che ha coperto molto bene gli spazi.

Il Chelsea palleggia, la Juve si difende

Il match è stato abbastanza monotematico. Il Chelsea dominava il palleggio (73% di possesso palla), costringendo la Juve a un baricentro bassissimo, che però faticava a tradurre la supremazia territoriale in occasioni da gol. Un piano gara molto “italiano”. L’ibrido 5-3-2/4-4-2 ha dato prova di grande solidità, coprendo alla perfezione sia l’area che la trequarti. Il Chelsea sembrava lontano parente della squadra vincitrice della Champions, con un palleggio troppo orizzontale e prevedibile, che spesso si concludeva con cross scontati verso un’area attaccata male.

La Juve si muoveva bene senza palla, con il grande merito di bloccare le ricezioni verso Lukaku nel migliore dei modi. Se Chiellini e Bonucci sono stati impeccabili su di lui, va sottolineato lo strepitoso lavoro del centrocampo, che schermava molto bene le punte: centrocampisti e difensori del Chelsea faticavano a servirle. Particolarmente positiva è stata la prestazione di Locatelli. L’ex Sassuolo, abituato a un calcio di possesso, ha giocato una gara con compiti e situazioni diametralmente opposti rispetto a quelli a cui è abituato. Eppure è stato encomiabile senza palla, supportando nel migliore dei modi la difesa e facendo costantemente da schermo. Per merito suo, il Chelsea non ha quasi mai sfondato tra le linee, è stato anzi costretto ad allargare in continuazione il gioco in fascia (si è sentita molto l’assenza di Mount). La Juve ha però protetto benissimo l’area nei 36 cross effettuati dai blues.

Sembra quasi che la presenza di Lukaku, tipo di calciatore che mancava l’anno scorso, abbia impigrito il palleggio dei londinesi, che non sono stati abbastanza abili dal cercare altre situazioni. Il belga, piuttosto statico e circondato da maglie bianconere, è stato forse il più grande flop della serata. I tiri di Rudiger dalla distanza, che arrivavano quasi per esasperazioni, fotografano bene la mancanza di idee di un Chelsea assai deludente, che non ha quasi mai innescato i propri calciatori di estro.

Ripartenze pericolose

Oltre a dimostrare umiltà e solidità senza palla, la Juve – pur gestendo molto meno il pallone – è riuscita a creare ancora di più del Chelsea. Lo stesso gol è arrivato in modo molto diretto, con un lancio di Bonucci da dietro sul quale lo stacco aereo di Rabiot ha creato un’azione offensiva. Ancora una volta, Federico Chiesa – schierato come punta – ha seminato il panico, con grandi azioni individuali che si creava quasi dal nulla. La Juventus raramente è riuscita a consolidare il possesso e a risalire in modo pulito, ma la strepitosa intensità dell’ex Fiorentina ha continuamente sollecitato il Chelsea. Da segnalare nel primo tempo parecchi errori tecnici di Kovacic che hanno generato ripartenze pericolose. Insomma, pur stando spesso bassa, la Juve aveva la gamba e l’energia per ribaltare velocemente l’azione (anche se a volte mancava un po’ di precisione).

Non possiamo sapere se la stagione dei bianconeri svolterà da questa sera. Quel che è certo è che, in una situazione molto difficile, la Juve ha saputo tirare fuori una prestazione agonistica di alto livello, con una compattezza che ancora non avevamo visto. Una piano gara forse “umile”, ma che ha neutralizzato la pericolosità offensiva dei campioni d’Europa. E’ indubbio che, per evolversi, la Juventus debba migliorare nella gestione e nella qualità del possesso (Locatelli non può fare appena 24 passaggi in una partita). Era però importante uscire da un momento difficile con una partita di questo livello. Per la prima volta in stagione, la Juve non è parsa fragile.