Juve, per i cartellini gialli non c’è nulla da temere: ecco perché

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© foto Massimo Pinca

Le ammonizioni di Bonucci, Marchisio e Chiellini non rappresentano un problema in vista della gara di ritorno

Visto il punteggio a favore maturato in terra monegasca, è normale che i tifosi bianconeri inizino a sentire la propria squadra come fortemente candidata alla finale di Cardiff. Alcuni di loro, tuttavia, hanno temuto che nella gara di ieri i cartellini gialli rivolti da Lahoz ai danni di Bonucci, Marchisio e Chiellini potessero rappresentare un problema in vista del ritorno ma adesso è giusto che si tranquillizzino.

NULLA DA TEMERE – La preoccupazione consisteva nel fatto che nel caso in cui queste tre pedine fondamentali avessero preso un altro giallo nella semifinale di ritorno, sarebbero poi stati squalificati in vista della finalissima in programma il 3 giugno. In realtà, non è così: il regolamento, infatti, annulla tutti i cartellini gialli dalle semifinali in poi, in quanto per essere squalificato in vista della finale bisognerebbe acquisire tre cartellini gialli, il che è impossibile avendo soltanto due gare a disposizione. Di conseguenza, nessuno tra Bonucci, Chiellini e Marchisio rischia nulla, in quanto anche in caso di ammonizione nella partita che si giocherà allo Juventus Stadium tutti e tre sarebbero a disposizione nell’eventuale finale: mancherebbe all’appuntamento del 3 giugno, però, chiunque si dovesse fare espellere nella gara di ritorno.

CAMBIO DAL 2003 – Tale regola è entrata in vigore a partire dalla stagione 2003/2004 ed alcuni tifosi bianconeri si staranno ancora mordendo le mani: se tale legge fosse già stata valida nella stagione precedente, infatti, Pavel Nedved avrebbe giocato la finale di Manchester contro il Milan. La Furia Ceca, infatti, venne ammonito nella semifinale di ritorno al Delle Alpi contro il Real Madrid e, in quanto diffidato, fu costretto a saltare la finalissima poi vinta dai rossoneri ai rigori.

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