Pirlo, Allegri, Sarri, Delneri e Conte: come tutto è iniziato alla Juve

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Focus sulla Juventus e sugli inizi degli allenatori del presidente Andrea Agnelli Pirlo, Allegri, Sarri, Delneri e Conte

La Juventus di Andrea Pirlo, tecnico alla prima esperienza assoluta su una panchina, ha conquistato (sul campo), tra Serie A e Champions League, 2 vittorie, tre pareggi e una sconfitta, segnando 9 reti e incassandone 4, senza dimenticare la vittoria sub iudice con il Napoli. Vittorie in casa in campionato contro la Sampdoria e in trasferta, in Champions, contro la Dinamo Kiev. Tre pareggi contro Roma, Crotone e Verona e una sconfitta europea contro il Barcellona. Ma come sono andati gli altri allenatori dell’era Andrea Agnelli in avvio? Nessuno tra Antonio Conte, Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri aveva perso una partita nelle prime 6 giornate tra campionato e coppa. Nessun allenatore debuttante aveva ottenuto così poco in termini di successi. Solo Luigi Delneri nel 2010 aveva già incassato un ko nelle prime sei partite ufficiali stagionali, perdendo per 1-3 contro il Palermo.

L’esordio di Conte alla Juve

L’11 novembre 2011 il debutto ufficiale da allenatore di Antonio Conte con l’inaugurazione dello Juventus Stadium e la vittoria per 4-1 contro il Parma. La Juve di Conte non disputava le coppe europee, il tecnico eredità la formazione bianconera reduce da due settimi posti consecutivi. Nelle prime 6 giornate di campionato, quando ancora la Juve scendeva in campo con il 4-2-4 e non con il 3-5-2 che avrebbe fatto le fortune della Juve contiana, arrivarono 3 vittorie e altrettanti pareggi. Dopo il successo col Parma, arrivò la vittoria in trasferta a Siena per 0-1. Poi il primo segno X con il Bologna, in casa, per 1-1. Poi due altri pareggi esterni (1-1 a Catania e 0-0 col Chievo) e nel mezzo la vittoria interna con il Milan per 2-0. Totale di 3 pareggi e 3 vittorie, 9 gol fatti e 3 subiti.

L’esordio di Allegri alla Juve

La prima Juventus di Max Allegri nel 2014/15 invece fece percorso netto. Il tecnico, arrivato in bianconero dopo 3 anni di Conte e il suo tumultuoso addio, fu inizialmente criticato ma la sua esperienza sulla panchina bianconera partì alla grande. Percorso netto per il buon Max con 12 gol realizzati e 0 incassati nelle prime sei partite, la sua era una Juve con grandi consapevolezze che arrivava da 3 Scudetti vinti. Prima giornata e successo a Verona contro il Chievo per 0-1. Bis alla seconda, in casa, contro l’Udinese per 2-0. Il 16 settembre l’esordio in Champions e il successo per 2-0 contro il Malmoe e il raggiungimento delle prime vere certezze in campo europeo. Poi lo 0-1 in casa del Milan, il netto 3-0 contro il Cesena in casa e un altro 3-0, stavolta in trasferta, contro l’Atalanta.

L’esordio di Sarri alla Juve

La scorsa stagione invece Sarri aveva iniziato in maniera positiva ottenendo 4 vittorie e 2 pareggi, il dato allarmante, un campanello d’allarme iniziale poi diventato un suono fastidioso per tutta la stagione, è quello relativo ai gol subiti, già 7 in 6 partite, con 11 gol fatti. La nuova Juve di Maurizio Sarri debuttò a Parma vincendo per 0-1 con gol di Giorgio Chiellini. Alla seconda giornata di campionato arrivò il Napoli allo Stadium: 60 minuti spettacolari con la Juve avanti 3-0, poi il 3-3 degli azzurri e infine il 4-3 con l’autogol di Koulibaly. Si prosegue con lo 0-0 di Firenze contro la Fiorentina e il 2-2 europeo in casa dell’Atletico Madrid. Poi due successi consecutivi con lo stesso punteggio e il solito ‘vizio’ del gol incassato: vittoria per 2-1 in rimonta contro l’Hellas Verona con il primo gol di Ramsey e il gol del successo firmato da Cristiano Ronaldo su rigore, poi l’1-2 in casa del Brescia, ancora una volta in rimonta, con l’autogol di Chancellor e la rete di Miralem Pjanic a regalare il successo alla formazione di Maurizio Sarri che terminerà, come nei casi precedenti qui illustrati con la vittoria del campionato. Solo Delneri non chiuse nel migliore dei modi la stagione, con la Juve al settimo posto.

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