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Juve Roma: De Sciglio a tutta fascia convince, ecco come l’ha vinta Allegri – ANALISI

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Analisi tattica Juve Roma Serie A: la partita dell’Allianz Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Allegri e Mourinho

Con il terzo clean sheet consecutivo e la quinta vittoria di fila, un qualcosa che fino a un mese fa sembrava impronosticabile, la stagione della Juve di Allegri si sta lentamente raddrizzando. Come è accaduto spesso nel suo primo ciclo a Torino, i bianconeri si sono rialzati nei momenti di crisi. In effetti, nelle ultime partite, la Juventus ha centrato vittorie cruciali nonostante molte assenze, soprattutto in attacco.

L’aspetto degno di nota è che la Vecchia Signora è tornata a vincere nel modo più allegriano possibile, con l’allenatore che sta quasi portando all’estremo la sua idea di Juve. Ci si chiedeva se Allegri si fosse aggiornato o evoluto nella pausa di due anni, ma fin da subito lo abbiamo visto arrabbiato quasi esclusivamente per la poca solidità dimostrata dalla squadra, ben diversa da quella che aveva lasciato. Tant’è che in conferenza, assieme a Chiellini, si soffermava sul ritrovare la “gioia del difendere” e nella capacità di soffrire. Concetti molto “italiani” e abbastanza lontani dalla svolta tattica che la Juve ha provato a fare nello scorso biennio, ma comunque caratteristici del calcio di Allegri.

A inizio stagione, sembrava che questo approccio non pagasse più. Anzi, la Juve soffriva molto quando si abbassava troppo e si schiacciava dietro: non sembrava più quella squadra della BBC in grado di blindare la propria trequarti e non fare mai segnare l’avversario.

Ebbene, nelle ultime 3 partite la Juve ha rappresentato bene lo stereotipo che si ha di una squadra di Allegri. Una formazione molto rinunciataria, che si difende con un baricentro basso e che non si vergogna di stare per tanto tempo senza palla. Avere segnato dopo pochi minuti ha ulteriormente condizionato la partita, con i bianconeri che hanno proposto ancora meno accontentandosi di difendere il risultato.

La Juve è scesa in campo con un evidente 3-5-2 in entrambe le fasi. Contro una Roma che non esasperava il pressing alto, il piano gara era semplice. Ossia, sfruttare molto l’ampiezza, con tanti cambi di gioco su Cuadrado e De Sciglio sempre alti. Si voleva quindi rifinire tramite cross, con le mezzali sempre alte ad attaccare gli spazi. Così è arrivato il gol della vittoria, con Bentancur dentro l’area a raccogliere il cross di De Sciglio.

Oltre a questo, si è visto molto poco dal punto di vista tattico. La Juve ha faticato sia a costruire occasioni che a innescare le proprie punte. Basti pensare alla (pessima) prestazione di Chiesa, sempre bassissimo e servito in situazioni problematiche. La partita è stata così bloccata e abbastanza monotona nel suo andamento. Quando aveva palla, la Juve faceva semplicemente passare il tempo, non riuscendo a verticalizzare e lanciando spesso nel vuoto. Viceversa, quando i bianconeri di difendevano, per la Roma era molto complicato trovare spazi. Non a caso, l’azione del rigore è nata da un disimpegno sbagliato da Chiellini, in una delle rare ripartenze della Roma.

Per il resto, si sono viste le solite cose a cui siamo abituati quando la Juve si difende bassa. Chiellini che le prende tutte o quasi (5 spazzate, tra cui un prodigio sul tiro di Vina che sfiora la traversa), Danilo molto solido dentro l’area e un Locatelli che sta spiccando per un grande lavoro difensivo che in pochi si aspettavano. L’ex Sassuolo ha protetto molto bene la retroguardia, con in più ben 4 spazzate dentro l’area.

Difficile prevedere se la Juve sta giocando in questo modo così rinunciatario per la situazione di emergenza o perché è questa la squadra che ha in mente Allegri. Di certo, è strabiliante osservare come sia cambiato in poco tempo l’atteggiamento di una squadra tornata solida, che sembra esaltarsi e credere nelle richieste dell’allenatore. La Juventus accetta pienamente di difendersi bassa e aspettare l’avversario, mostrando una concentrazione che non c’era a inizio anno.