Juventus, insieme contro il Coronavirus: tre mesi di donazioni e gesti da applausi

© foto www.imagephotoagency.it

Juventus, insieme contro il Coronavirus: tutti i gesti e le importanti donazioni in questi tre mesi per fronteggiare l’emergenza

Con la curva dei contagi che continua a registrare un’importante decrescita, i tre mesi appena trascorsi in questa emergenza Coronavirus hanno segnato una battaglia complicata da affrontare per tutta l’Italia. Un piccolo scorcio di normalità sembra essere tornato, ma la responsabilità e il buon senso dei cittadini è sempre all’ordine del giorno per poter ripartire nel modo più sicuro possibile. Quasi 90 giorni all’insegna della paura, della disperazione, con un barlume di speranza affidato al lavoro di quegli eroi, medici ed infermieri, impegnati giorno dopo giorno in questa situazione. Aiuti importanti, a sostegno di ospedali e lavoratori, sono arrivati anche dalla Juventus e dai suoi tesserati, che in questo periodo sono scesi in campo in prima persona per dare il proprio contributo volto a fronteggiare questa emergenza sanitaria.

Juventus in campo contro il Coronavirus: tutti i gesti dei bianconeri

«Distanti ma Uniti» è stato il mantra di quelle difficili settimane, dove la Vecchia Signora ha subito dato piena dimostrazione del suo impegno in questa battaglia. È stata aperta una raccolta fondi a sostegno della Regione Piemonte per l’acquisto di dispositivi medici e per il supporto alle strutture sanitarie e al personale medico, con i calciatori che hanno sostenuto questa iniziativa attraverso i loro video-messaggi e contributi economici. La Famiglia Agnelli, poi, ha donato 10 milioni di euro al Dipartimento della Protezione Civile e della fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, impegnata a rispondere alle necessità sociali e sanitarie di Torino e del Piemonte. Inoltre, la EXOR e le sue società controllate Fiat Chrysler Automobiles, Ferrari e CNH Industrial, hanno acquistato un totale di 150 respiratori oltre a materiale medico-sanitario dall’estero.

Donazione alla Usl di Piacenza per Fabio Paratici, impreziosita da un’emozionante lettera: «Cari piacentini, forza. Non abito più a Piacenza da molti anni – sono quasi venticinque, tantissimi – ma la considero la mia casa: lo so da sempre, questi giorni di isolamento lontani da lì me lo sta confermando. Sono innamorato della nostra terra […]. Vi sono vicino, forza mia adorata Piacenza!». Un gesto bellissimo per la propria terra, così come quello di Maurizio Sarri, che ha donato quasi 4mila mascherine, insieme a sua moglie Marina e al figlio Nicolè, per il Comune di Figline e Incisa Valdarno.

Turchia nel cuore di Merih Demiral, che ha donato alla Turk Kizilay – la più grande organizzazione umanitaria turca – sostegni economici al fine di aiutare duemila famiglie in difficoltà per l’emergenza Coronavirus. Da un difensore ad un altro, perché Leonardo Bonucci è sceso in campo in prima persona in questi mesi. Insieme alla moglie Martina, il calciatore ha donato all’azienda ospedaliera Città della Salute di Torino 120mila euro, destinati all’acquisto di due ecografi portatili e di cinquanta maschere filtranti a circuito d’aria. Inoltre, proprio in questi giorni, Bonucci è impegnato a distribuire 19.000 mascherine per la città di Torino, fatte realizzare da egli stesso con il proprio autografo ben impresso sopra.

Per la sua città, Livorno, Chiellini ha messo a disposizione la sua maglia, indossata al rientro in campo dopo l’infortunio contro il Brescia. Il ricavato della raccolta fondi è stato devoluto alla Croce Rossa Italiana Comitato di Livorno. In Brasile, invece, Danilo ha distribuito cestini e kit igienici per le famiglie degli studenti di Projeto Futuror, mentre Mattia De Sciglio ha messo all’asta la sua maglia autografata della Juventus per sostenere la raccolta fondi di Sky #IoRestoaCasa a favore della Protezione Civile.

10mila euro donati da Miralem Pjanic alla raccolta fondi della Juventus a sostegno degli ospedali di Torino e del Piemonte nella lotta al Coronavirus; stessa cifra messa sul piatto anche da Aaron Ramsey, che ha devoluto la somma di denaro all’Aneurin Bevan University Health Board, un consiglio sanitario situato in Galles. Blaise Matuidi ha fatto parlare di sé per il bel gesto di solidarietà compiuto verso gli ospedali francesi. Il centrocampista ha donato 50mila mascherine agli istituti, effettuando un grande aiuto in questa emergenza.

Insieme al suo agente Jorge Mendes, Cristiano Ronaldo ha donato al Centro Hospitalar Universitário Lisboa Norte (CHULN) due unità di terapia intensiva. Gli ospedali di Santa Maria e Pulido Valente a Lisbona hanno ricevuto due nuovi reparti completamente attrezzati, con dieci posti letto ciascuna, comprensivi di ventilatori, monitor cardiaci, pompe e siringhe per infusione. Grazie alla sua raccolta fondi, invece, Federico Bernardeschi ha potuto donare otto letti di terapia sub-intensiva all’ospedale Gradenigo di Torino. Una grossa mano in Argentina, infine, è stata data da Paulo Dybala che, come confessato del fratello Gustavo, ha donato 12 milioni di pesos per acquistare attrezzature destinate a quattro ospedali nella capitale di Cordoba: quelli di Rawson, San Roque, Children e Florencio Díaz, oltre a una cabina di biosicurezza.

Anche le calciatrici della Juventus Women, poi, si sono distinte in questa battaglia. Laura Giuliani ha donato all’associazione aRenBì Onlus le sue magliette dell’Italia e del Colonia, con il ricavato che è servito per acquistare mascherine e DPI per i medici e gli infermieri. Barbara Bonansea, invece, ha distribuito insieme ai volontari de Lo Specchio dei Tempi – La Stampa, 10 mila mascherine all’associazione Angi Italia, per la comunità italo-cinese. Poi ne ha consegnate altre migliaia a Casa Santa Luisa e ad Acmos.