Juventus-Lazio, la partita doppia di Lichtsteiner

Lichtsteiner
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Lo svizzero Lichtsteiner dopo la squalifica rientra titolare nella difesa a quattro, proprio contro la sua Lazio

E’ una stagione tutta particolare per Stephan Lichtsteiner, probabilmente l’ultima con la maglia bianconera (il suo contratto scade a giugno), ma da esubero è ritornato ora ad essere una pedina fondamentale per Allegri. Contro la Lazio sarà la sua quindicesima presenza in campionato, non male per uno che a inizio stagione era stato depennato dalla lista Champions. «Conosco la mia forza e quella degli altri. Voglio rispondere sul campo e non creare problemi». Così si era espresso ad inizio anno Stephan ai microfoni, senza mai andare oltre righe e fiducioso per il futuro perchè tanto «fa parte del calcio, tutto passa».

Dopo la squalifica patita contro la Fiorentina, la fascia destra tornerà ad essere sua e si preannuncia un duello tutto fisico e velocità con l’amico-rivale Radu. Nella Lazio insieme hanno contribuito a scrivere delle belle pagine di calcio e Lichtsteiner naturalmente non dimentica. «A Roma ho vissuto tre anni splendidi, sono cresciuto moltissimo e devo ringraziare specialmente Delio Rossi che mi ha reso un difensore più completo». Dopo tre stagioni in biancoceleste, 100 presenze e 3 gol (tra cui uno indimenticabile, nel derby vinto del 2009), arriva la chiamata della Juve. E’ un affare per tutti, per Lotito in primis che lo aveva pagato meno di un milione e lo rivende a dieci e soprattutto per Stephan Lichtsteiner.

Sul feeling Conte-Lichtsteiner si è scritto molto, anche perchè su quella fascia, vicino alla panchina, lo svizzero si prende tanti rimproveri e complimenti. Ma il posto da titolare non glielo toglie nessuno ed anzi arriva anche il primo storico gol ufficiale nello Juventus Stadium, all’esordio contro il Parma. Contro la Lazio poi però è un filone a sé, in un rapporto con la tifoseria biancoceleste che si incrina nella finale di Supercoppa del 2013. La Juve vince e 4-0 è Lichtsteiner recita il ruolo di protagonista: due assist e un gol splendido, tagliando la difesa e freddando Marchetti. Al momento del cambio i fischi da parte dei suoi ex-sostenitori che non gli perdonano l’esultanza. Lichtsteiner risponde inchinandosi: «Era un gesto per i tifosi bianconeri, non per quelli laziali. Sono sempre un pò biancoceleste».

Di tempo ne è passato parecchio e anche Lichtsteiner, rispetto ai tempi romani, è cambiato come giocatore. Così che quando Reja, scherzando, gli rimproverò di aver improvvisamente imparato a crossare solo dopo essere arrivato alla Juve, Stephan Lichtsteiner si giustificava così: «Alla Lazio arrivavo spesso stanco sul fondo perchè partivo da più lontano. Qui invece è diverso, gli attaccanti fanno movimenti che aiutano». Di lì a poco avrebbe marcato Neymar in una finale di Champions e poi, l’anno dopo, vinto il premio per il migliore gol del torneo. Ma contro la Lazio è un filone a sè.

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