Juventus, una proprietà tutta italiana

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I presidenti di Serie A sono sempre più stranieri ma la Juventus è da sempre una proprietà italiana

Il futuro Milan sarà cinese e l’Inter è sia indonesiano che cinese. Il futuro derby della Madonnina si è quindi trasformato nel derby dell’Estremo Oriente. Ma non sono le uniche, anche la Roma potrebbe diventare un futuro club a stelle e strisce, una proprietà americana come il Palermo e il Bologna canadese. La percentuale di capitale straniero nel calcio italiano aumenta sempre di più, ma aumenta lentamente e in ritardo rispetto ai campionati stranieri, dalla Premier League alla Liga Spagnola, dove gli sceicchi degli Emirati e gli oligarchi russi hanno preceduto la presidenza nordamericana e asiatica dei club italiani. Il calcio italiano inizia solo ora ad aprirsi al mercato estero, un mercato verso cui i club italiani sono sempre stati diffidenti ma che ora iniziano ad integrare nei loro percorsi di società.

Un discorso che non vale per la Juventus club che dalla nascita nel 1897, continua la sua crescita in Italia. La Vecchi Signora cresce, viaggia e vince all’estero, ma resta legata alle sue radici italiane. Dal 1923 ad oggi la presidenza della Juventus è legata alla Famiglia Agnelli che continua a portare avanti con successo il primo e il più duraturo legame imprenditoriale-sportivo in Italia. La squadra più forte d’Italia fa affidamento a una solida presidenza italiana che pensa ad espandersi all’estero solo attraverso una multiproprietà, come la “Juventus portoghese”, possibile club satellite nel campionato portoghese in cui far crescere i talenti sudamericani. Multiproprietà bianconera o no, la presidenza bianconera da 120 anni è rimasta italiana. Un made in Italy di cui continuare a vantarsi all’estero.

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