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Juventus U23 Pisa, e quella volta che Simeone stregò il Delle Alpi…

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Non è la prima volta che Juventus e Pisa si incrociano nella loro storia, ecco i corsi e ricorsi storici tra le due squadre

Nomini Pisa e subito viene in mente la Torre. Ci hanno pure ambientato dei film storici come “Amici Miei” e “Superman”. Il vero cuore pulsante del pisano doc non si trova nella Piazza dei Miracoli, dove i turisti si mettono in fila per fare la famosa posa in cui si deve reggere la torre, ma ad un centinaio di metri di distanza dove, appena fuori dalle mura, tra una casa e l’altra, si trova l’Arena Garibaldi. Uno stadio che negli ultimi trent’anni ha vissuto sulla sua pelle una marea di avventure e sventure, tutte vissute con grande passione.

La storia nerazzurra e il presidentissimo Anconetani

La prima apparizione del Pisa in Serie A fu nella stagione 1968/69. In quell’anno arrivò il primo scontro con i bianconeri, che vinsero 2-0 al Comunale con i gol di Anastasi e Leoncini. Era una Juve non brillantissima quella di Herrera, che finì il campionato al quinto posto, ma per il Pisa andò molto peggio, visto che retrocesse in B. Per poter rivedere uno scontro tra le due società servirono 13 anni, ma soprattutto l’arrivo di Romeo Anconetani.

Romeo Anconetani fu il presidente del Pisa per 12 anni. Può essere banalmente ricordato come il presidente che spargeva il sale sul campo prima della partita, ma è giusto ricordarlo come appartenente a quella stirpe, ormai estinta, dei presidenti vulcanici e veraci. Anconetani era figlio del suo entusiasmo e delle sue emozioni, che potevano guidarlo a scelte affrettate. A Pisa però, non se ne sentirà mai parlare male: lo stadio, dal 2001, è intitolato a lui.

Anconetani, a Pisa, riuscì a risollevare il calcio dall’anonima Serie C alla Serie A che, in quegli anni, metteva in mostra i più grandi campioni dell’epoca calcistica. Le sfide con la Juve sono state sempre combattute, sia in casa che in trasferta. Nel 1986 i nerazzurri andarono vicinissimi a conquistare la prima storica vittoria contro i bianconeri, quando il Pisa di Berggreen, Mannini e Colantuono (l’allenatore) andò in vantaggio con Kieft. Il sogno di battere la Vecchia Signora si infranse ad inizio secondo tempo, quando la squadra di Trapattoni pareggiò grazie al rigore di Platini. Ai bianconeri non bastò avere in campo Laudrup, Serena, Cabrini, Tacconi e Scirea per battere i nerazzurri.

La prima ed unica vittoria pisana arrivò però l’anno dopo: in Coppa Italia il Pisa, che schierava titolare un giovanissimo Dunga, riuscì a battere la Juventus per 2-1 con i gol di Piovanelli e Sclosa, che resero inutile il gol di De Agostini. Con questo risultato entrambe passarono il girone; il cammino nerazzurro terminò poi agli ottavi di finale, mentre quello dei bianconeri in semifinale.

Il Pisa diede il meglio nella Coppa Mitropa, una manifestazione alla quale partecipavano squadre dell’Europa centrale e dell’est Europa. Questa manifestazione è stata vinta dai nerazzurri per due volte, nel 1986 e nel 1988.

L’ultimo scontro tra Juve e Pisa risale alla penultima partita della stagione 1990/91: i nerazzurri di Mircea Lucescu, alla disperata ricerca di punti salvezza e orfani del futuro bianconero Michele Padovano, erano chiamati all’impresa nel nuovo Delle Alpi. Arrivò invece una sconfitta per 4-2, con i gol di Schillaci, Alessio e la doppietta di Roberto Baggio. Per i pisani andò a segno un giovanissimo Diego Simeone, che fece gol al 79′ giusto per dare l’impressione che il match non era ancora terminato. In totale il bilancio tra juventini e pisani è di 12 vittorie bianconere, quattro pareggi e una vittoria nerazzurra.

Pisa negli ultimi anni

La società ha subito due fallimenti negli ultimi 25 anni. Dopo la prima, nel 1994, fu necessario ripartire dal campionato di Eccellenza. La seconda, arrivata nel 2009 dopo una retrocessione in C all’ultimo minuto dell’ultima giornata, costò la ripartenza dalla Serie D e una marea di debiti lasciati dall’allora presidente Pomponi. Situazione sfiorata nel 2016, quando la gioia della promozione in B fu frenata dai debiti della famiglia Petroni. Dipendenti senza stipendio per mesi, squadra iscritta per miracolo al campionato cominciato senza preparazione estiva. Pisa era una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, e storica fu l’intervista post Frosinone-Pisa a Gattuso, all’epoca allenatore dei nerazzurri, che sparò a zero contro la società. A risolvere la situazione fu l’attuale presidente Corrado che, dopo lunghe e snervanti trattative con la proprietà, riuscì ad acquisire il Pisa e a farlo navigare in acque più tranquille.

Ad oggi il Pisa si candida ad arrivare ai playoff grazie ai gol del bomber Moscardelli. Trascinata da un pubblico infuocato, in casa non ha ancora perso, mentre in trasferta ha eliminato dalla Coppa Italia Cremonese e Parma, squadre di categoria superiore. La tifoseria, in protesta contro la Juventus U23, diserterà gli spalti del Moccagatta.

Ex e non solo

Nella disastrata stagione 2008/09 citata prima, nel Pisa giocava un giovanissimo Leonardo Bonucci, acquistato dal Treviso nella speranza che desse solidità al reparto difensivo assieme ad Alessandro Birindelli, appena arrivato dalla Juve. Curioso che nell’attuale Pisa giochi Samuele Birindelli, classe ’99 e terzino destro come il padre.

Ad allenare quel Pisa c’era Gian Piero Ventura, che solo l’anno prima aveva sfiorato con i pisani la Serie A. In quell’anno nacque il suo particolare feeling con l’attaccante Alessio Cerci, che andò a segno 10 volte in campionato con sette assist a referto.

Ad oggi, tra gli ex di turno c’è Alberto Masi, difensore che nel 2012 fece tutta la preparazione estiva agli ordini di mister Conte. Per lui sembrava l’inizio di una carriera ai massimi livelli, ma negli anni è rimasto a vagare tra Serie B e C. Altro nome importante è quello di Aldo Dolcetti, collaboratore tecnico della Juventus che con il Pisa giocò 134 partite alla fine degli anni ’80.

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