Juventus Under 15, Grabbi: «Mi manca Vinovo e tornare a giocare coi ragazzi» – VIDEO

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Juventus Under 15: il tecnico Corrado Grabbi ha rilasciato alcune dichiarazioni, parlando di tanti temi d’attualità

Corrado Grabbi, allenatore della Juventus Under 15, ha rilasciato un’intervista a Juventus TV. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

LA STAGIONE – «È stata molto interessante, perché dopo 11 anni alla Juventus mi è capitata una cosa nuova, ossia quella di allenare l’Under 15. Ci è voluto il suo tempo per far sì che i ragazzi potessero ambientarsi, e la cosa che mi hanno insegnato maggiormente è la cultura del lavoro. Negli ultimi due mesi, i ragazzi hanno raccolto i frutti del lavoro dei mesi precedenti».

LO STOP«Il periodo del COVID è stato pesante per i ragazzi: si allenavano a casa ed è diverso rispetto ad allenarsi a Vinovo con i compagni. Ho cercato, insieme allo staff, di far sentire loro la mia vicinanza, così come quella di tutta la società. Abbiamo dato loro dei libri sportivi da leggere, facendo poi una mini-relazione. Facciamo anche una riunione a settimana su vari temi, adattandoci con alcune idee per coinvolgere i ragazzi. Li capisco in questo periodo, sono un po’ stanchi di non potersi allenare e non potersi sfogare. Il calcio è passione: è difficile per me rinunciarci a 44 anni, figuriamoci per loro».

LA QUARANTENA – «Non è stato semplice, anche perché noi adulti siamo persone. Io che ho fatto il calciatore, stare fermo è faticoso. Mi manca tantissimo Vinovo, le persone che ci vivono, i ragazzi e la palla, che rimane sempre il giocattolo più bello che ho. Ho cercato di ottimizzare il tempo per formarmi, grazie alla Juventus che ci ha messo a disposizione un corso da seguire. Ho fatto ore e ore di formazione, studiato e letto tantissimo. Sono diventato abile al computer, imparando cose nuove. Non vedo l’ora di tornare a giocare».

I CONSIGLI – «Sono quelli di allenarsi per quanto possibile, di giocare con la palla a casa e di immaginare delle situazione di gioco dentro casa e immedesimarsi in grandi campioni. Io da piccolo mi immedesimavo in Platini, che era il mio idolo. Mettevo in porta le mie sorelle, il cane, e io lo imitavo. Consiglio ai ragazzi anche di studiare, visto che lo studio è importantissimo».

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