La Roma più forte della Juventus Women, i dispetti e le polemiche arbitrali. Sapevamo già tutto
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La Roma più forte della Juventus Women, i dispetti e le polemiche arbitrali. Sapevamo già tutto

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La Roma più forte della Juventus Women, i dispetti e le polemiche arbitrali. Sapevamo già tutto come in un film di cui conosci il finale

Juventus Women contro Roma Women è come un film comico italiano. Sai già come va a finire, sai già più o meno quali saranno gli attori protagonisti (anche se non conosci il cast), sai già quali saranno i temi: la gelosia, la polemica, il tradimento. La partita di calcio femminile meno da calcio femminile che c’è in Italia. Anche un filo di trash ma finisci per affezionarti uguale.

La Roma da un anno e mezzo (forse anche due) è più forte della Juventus Women, senza timore di smentita. Ha rifilato 13 punti – potevano essere 20 – alla Juve nell’ultima stagione, ha fatto ricco shopping sul mercato, e infatti pure in questa sembra un paio di livelli sopra. A Biella non ha propriamente dominato (lo dicono i dati) ma tutti i quasi 1500 spettatori del Pozzo, più il ct Soncin ospite d’onore, hanno avuto la sensazione che alla fine avrebbe vinto. Lo ha fatto nettamente e meritatamente. La squadra di Spugna è lucida e pregna di fiducia: sa sempre cosa fare e quando non lo sa butta la palla in avanti perché ha attaccanti che vanno come il vento. La Juve è una squadra migliore dell’anno scorso (15 punti nelle prime 5) ma ancora fragile, un po’ uggiosa e non pienamente coinvolta in tutti i suoi effettivi. Palis, Thomas, Nystrom, Bellucci, Cafferata (ora infortunata): siamo tornati a qualche mese fa quando ci si chiedeva se Simon fosse una giocatrice o una dirigente accompagnatrice. La rosa è di nuovo spaccata tra quelle che giocano sempre e quelle che non giocano mai e l’uscita dalla Champions chiaramente non aiuta.

Montemurro ha qualche difetto ma anche un grosso pregio: non si lamenta mai dell’arbitro. C’è chi racconta che all’intervallo Spugna e compagnia abbiano protestato veementemente verso il direttore di gara nell’atrio dello stadio: la Roma polemizzava per il mancato secondo giallo a Garbino e per una presunta gomitata di Cascarino. Non hanno detto nulla a fine partita sulla trattenuta di Aigbogun su Cantore che era più rosso dell’emoglobina. Ma come detto le campionesse d’Italia sono più forti e avrebbe vinto comunque. Un altro filone avvincente è quello della presunta pretattica (non è reato) della Juve nelle ultime settimane. Peyraud-Magnin e Garbino prima andavano verso il forfait e poi hanno giocato entrambe titolari: la prima con una doppia infiltrazione e la seconda con la paura di andare su ogni contrasto (non avrebbe giocato – pare – se Gunnarsdottir non avesse avuto la febbre). Lenzini invece ha alzato bandiera bianca nel riscaldamento.

La Roma nel post partita è parsa però risentita (neanche questo è reato) e Spugna si è profuso in un lungo elenco di problematiche e contrattempi assortiti che si sono abbattuti sulla sua squadra come le cavallette sull’Egitto in avvicinamento alla gara. «Noi abbiamo preferito non parlare», dice. Se si esclude il comunicato ufficiale sulle condizioni di Bartoli, lesionata. Punture e contro-punture che incorniciano una rivalità talvolta più dialettica che calcistica. Avremo il piacere altre tre volte (almeno) in questa stagione. Saprete già come finisce ma sarete liberi di credere a qualche colpo di scena. Come la Juve continua a credere allo scudetto.

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