Khedira svela il suo futuro, «Andrò in America»

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Sami Khedira crede nel triplete e racconta dei suoi progetti futuri fra MLS americana, Germania e Champions

In una lunga intervista a La Repubblica Sami Khedira si racconta fra presente, futuro e calciomercato. Il centrocampista tedesco è diventato uno dei leader dello spogliatoio di questa squadra ed ormai è una delle certezze nel 4-2-3-1 di stampo allegriano. E quest’anno punta dritto al triplete. «E’ un dovere provarci, potrebbe essere la stagione buona. In campionato siamo messi bene, in Coppa Italia anche. Per vincere la Champions serve però anche qualcosa in più: stabilità, forma e fortuna. Di sicuro la qualità c’è, così come lo spirito di squadra. Guardate il Bayern, ha trent’anni di età media, ma avete visto come gioca? Noi abbiamo il mix ideale di freschezza ed esperienza».

AMERICA- «Andrò in America, ma non adesso. Voglio ancora giocare ad alto livello per diversi anni, sto bene da un punto di vista fisico e mentale. In giro ci sono grandi giocatori ma non è che siano tanti quelli più bravi di me. Voglio vincere la Champions, voglio difendere il titolo mondiale con la Germania e tutto questo non sarebbe possibile andando in Usa o in Cina. Guadagno bene anche qui, tra l’altro. Stoccarda? In futuro tornerò a dare un mano, magari con un altro ruolo, ma prima giocherò per un po’ di anni ancora e poi mi prenderò una pausa per girare il mondo».

ITALIANS BETTER – «Ho avuto tanti piccoli infortuni e uno grave quando ero nel Real Madrid, ma non mi hanno segnato. Ne sono uscito anche affidandomi a persone preparate, alla medicina alternativa e anche al training visuale, per migliorare la percezione di me. In Italia ho imparato la flessibilità tattica, ma qui si lavora duro sotto ogni aspetto, con precisione, senza lasciare nulla al caso e questo mi ha sorpreso: non si pensa che l’Italia sia così». Specie per uno che arriva dalla Germania, credendo nel mito della dolce vita italiana. «Ho superato questo pregiudizio. Qua gli allenamenti sono molto intensi, meno male che sono i tedeschi quelli severi…»

 

 

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