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LAVAGNA TATTICA – Aggressivo in difesa, verticale in avanti: perché Bentancur è stato decisivo in Juve-Roma

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Bentancur è stato uno degli uomini chiave di Juve-Roma. Sono stati decisivi i suoi movimenti offensivi, su situazioni studiate da Allegri

Come abbiamo scritto ieri, la Juve sta tornando a vincere con prestazioni molto “allegriane”, caratterizzate soprattutto da una fase passiva attendista e rinunciataria, con un baricentro molto basso. Perlomeno, si sta rivedendo quella solidità totalmente assente a inizio stagione, con i giocatori molto più intensi e concentrati che sembrano credere in quello che fanno. I bianconeri sembrano avere ritrovato quella “gioia di difendere” di cui parlava Chiellini nel pre Chelsea. Avere segnato dopo pochi minuti ha ulteriormente condizionato la partita, con i bianconeri che hanno proposto ancora meno accontentandosi di difendere il risultato e rinunciando quasi totalmente a innescare i propri giocatori offensivi.  Basti pensare alla (pessima) prestazione di Chiesa, che da punta era sempre bassissimo e servito in situazioni problematiche. La partita è stata così bloccata e abbastanza monotona nel suo andamento.

Il gol segnato da Kean non è comunque stato casuale, anzi era esattamente il tipo di situazione ricercato da Allegri. I bianconeri sono scesi in campo con un 3-5-2 piuttosto simmetrico in entrambe le fasi (un’anomalia, di solito Allegri sceglie moduli più fluidi). Contro una Roma con la linea alta ma comunque molto passiva nel pressing, il piano era “semplice”. Giocare soprattutto con lanci lunghi e cambi di campo, per sfondare in ampiezza e andare al cross. Si è quindi richiesto molto a Bonucci in fase di possesso, visto che il viterbese aveva il compito di alzare la palla e innescare gli esterni (De Sciglio e Cuadrado). A sorpresa, De Sciglio ha fatto il quinto a tutta fascia. L’ex Lione ricopriva una posizione molto alta in fase di possesso, mentre solitamente è impiegato in zone del campo più bloccato.

Uno dei molti lanci di Bonucci, nella metà campo avversaria e non pressato dagli avversari, su Cuadrado. Da notare lo smarcamento di Bentancur, che attira su di sé Vina e consente al colombiano di poter ricevere.

Affinché questo piano funzionasse era fondamentale il contributo delle mezzali. Bentancur e Bernardeschi, infatti, agivano molto più alti di Locatelli. Erano degli attaccanti aggiunti che agivano a ridosso delle punte, attaccati a Kean e Chiesa. Con in più Cuadrado e De Sciglio che davano ampiezza, questo vuol dire che la Juventus ricopriva il fronte offensivo con ben 6 uomini. Soprattutto a inizio gara, il 4-4-2 della Roma è parsa sorpresa da questo “sovraffollamento”, soffrendo sia nelle fasce che nel difendere gli inserimenti delle mezzali. Più che un 3-5-2, quello della Juve era un 3-1-6.

Due esempi qui in cui si vedono chiaramente le mezzali della Juventus molto alte. Bentancur in particolare è prezioso nell’andare sul terzino della Roma (Vina), per liberare lo spazio a Cuadrado.

Come avevamo anticipato, il gol è arrivato esattamente così. De Sciglio è andato al cross da sinistra dopo essere stato servito da un bel cambio di campo di Cuadrado. La Roma, dentro la propria area di rigore, si è fatta trovare perforabile sul secondo palo, con Bentancur che ha sovrastato Vina, con in più Cuadrado alle spalle in totale solitudine.

L’azione del gol e un’altra successiva situazione in cui i bianconeri riescono ad andare in verticale. Gli smarcamenti offensivi di Bentancur sono sempre decisivi

 

Dopo un avvio complicato in queste situazioni, la Roma è però migliorata nei posizionamenti. L’esterno alto (prima Zaniolo, poi Pellegrini) si è abbassato meglio in supporto di Karsdorp, con i giallorossi che hanno acquisito solidità difensiva. La gara è così diventata piuttosto monotona. La Juve ha quasi  rinunciato a diversificare le proprie soluzioni offensive contro una Roma più sicura senza palla. Quando non si difendevano bassi, i bianconeri godevano di buona libertà in fase di possesso. Raramente la Roma pressava in avanti, con i difensori della Juve che avevano modo di giocare il pallone. Eppure, i bianconeri non sono quasi mai riusciti né a creare soluzioni pericolose (appena sei tiri totali, anche se due di questi molto pericolosi), né a innescare le proprie punte, sempre spalle alla porta e circondati da maglie rivali.

L’azione tipo della Juve si concludeva spesso con una conduzione di Chiellini (o Bonucci) seguita da un lancio lungo che però diventava facile preda della retroguardia romanista. Raramente abbiamo visto imbucate centrali o un palleggio efficace sul corto.

La situazione è ulteriormente peggiorata nella ripresa, con il pressing della Roma più alto e una Juventus che ha fatto fatica ad arrivare nella metà campo rivale. Senza soluzioni di passaggio sul breve, ci sono stati tante palle buttate da dietro che hanno consentito alla Roma di stanziarsi in avanti. Va segnalato l’ingresso di Arthur, che nell’ultimo quarto d’ora si è procurato diversi falli e ha consentito di congelare il possesso. Considerando quanto Allegri conti sui giocatori che entrano dalla panchina, il brasiliano può tornare molto utili nei frangenti in cui bisogna difendere il risultato, evitando così di schiacciare troppo la squadra.

Insomma, è positivo che stia tornando la solidità difensiva che Allegri si auspica.  Chiellini le ha prese tutte o quasi (5 spazzate, tra cui un prodigio sul tiro di Vina che sfiora la traversa), Danilo è stato molto solido dentro l’area e Locatelli ha nuovamente effettuato grande lavoro difensivo che in pochi si aspettavano. L’ex Sassuolo ha protetto molto bene la retroguardia, con in più ben 4 spazzate dentro l’area. La Juve deve  però cercare di creare occasioni da gol con più costanza. Non capiterà sempre di segnare in avvio, al primo tiro in porta, e di poter così fare gare quasi unicamente di attesa.