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LAVAGNA TATTICA – Danilo mediano, Alex Sandro difensore: ecco le novità di Pirlo

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Danilo e Alex Sandro sono stati alcuni dei protagonisti di Juve-Lazio. Il primo ha agito nell’insolita posizione di mediano davanti alla difesa

I brasiliani protagonisti

Ieri abbiamo scritto sull’importanza dei movimenti di Morata e Rabiot, che hanno consentito alla Juve di trovare varchi tra le fila rivali. Nel match contro la Lazio, sono però state rilevanti anche le prestazioni di Danilo e Alex Sandro. Con il centrocampo in emergenza, Pirlo si è dovuto inventare la formazione, schierando il numero 13 nell’insolita posizione di mediano in entrambe le fasi: d’altronde, abbiamo scritto molte volte di come il terzino brasiliano sembri spesso un centrocampista, tanto nella tecnica quanto nelle posizioni strette che è solito ricoprire. La scelta di Pirlo è quindi stata coraggiosa ma con una sua logica.

Alex Sandro ha invece agito come difensore centrale sinistro in una linea a 4, posizione che già aveva ricoperto molto bene contro lo Spezia. Sia lui che Danilo hanno disputato ottime prestazioni, in zone del campo diversissime da quelle che associavamo a loro qualche mese fa: segno di come si stiano evolvendo molto tatticamente.

Difficoltà iniziali

Come abbiamo scritto ieri, l’avvio di gara non è stato certo positivo per i bianconeri. Gol a parte, per quasi 25′ i biancocelesti hanno sfondato in continuazione per vie centrali, banchettando negli spazi tra le linee concessi dai padroni di casa. Come era prevedibile, Danilo (schierato nell’insolita posizione di mediano) e Rabiot hanno sofferto moltissimo senza palla, facendosi sovente infilare alle spalle. La Juve ha patito in particolare le ricezioni centrali di Correa e i movimenti di Luis Alberto nel mezzo-spazio sinistro: c’era la sensazione che la Lazio potesse arrivare in porta su ogni azione, sia in ripartenza che con azioni costruite dal basso.

C’era molta incertezza tra le fila bianconere, con oltretutto spesso Chiesa e Kulusevski non puntuali nel ripiegare. Di conseguenza, i biancocelesti hanno usufruito di tantissimi buchi per vie interne, che per fortuna di Pirlo non si sono concretizzate in nulla di pericoloso.

Nelle due slide sopra, su difesa schierata, vediamo per esempio la Juve concedere facilmente ricezioni centrali, con Correa che riceve libero. Danilo esce con i tempi sbagliati su Luis Alberto, con Rabiot che – attratto da Milinkovic-Savic – non riesce a fare da schermo in mezzo.

Queste difficoltà si amplificavano ulteriormente nelle ripartenze della Lazio, che incontrava spazi soprattutto sul proprio lato sinistro. Con Kulusevski spesso alto, la Juventus non riusciva sempre a difendere quel varco, con i biancocelesti che – intelligentemente – sceglievano di attaccare lì.

Qui vediamo come la Juve sia perforabile: i due mediani fermi, vicini tra di loro, ma una prateria sul proprio centro-destra. Milinkovic può così lanciare Luis Alberto verso la porta.

La Juve ha ridotto notevolmente queste situazioni dopo il 25′, ossia quando la Lazio ha abbassato molto il proprio baricentro e i bianconeri hanno attaccato con più intensità. Danilo ha così avuto più tempo e spazio per ricevere palla e dare qualità alla circolazione. SI è distinto per ottimi cambi di campo sul lato di Cuadrado, con la Juve che allargava velocemente l’azione. In una situazione di emergenza, Danilo ha dato sicurezza alla squadra.

La solidità di Alex Sandro

Anche Alex Sandro ha disputato una prova maiuscola, incidendo in entrambe le fasi. Con il pallone, il brasiliano – come avvenuto contro lo Spezia – si è preso parecchie responsabilità in fase di impostazione. Se martedì scorso si era distinto per tanti precisi lanci lunghi, nel match contro la Lazio ha effettuati diversi filtranti molto puliti, che consentivano alla Juve di trovare l’uomo libero alle spalle del centrocampo spezzino.

Un esempio sopra, in cui verticalizza bene per Rabiot. La Juve supera le linee di Inzaghi.

Il brasiliano è stato affidabile pure senza palla. Era molto aggressivo nei frangenti in cui la Juve decideva di pressare in avanti, con uscite coraggiose e non scontate. Quando invece i bianconeri difendevano più bassi, ha fatto un ottimo lavoro su Correa: se nei primi minuti era un po’ timido nell’accorciare, è poi salito di aggressività. Ha fronteggiato bene l’avversario, restandogli attaccato e dimostrando un ottimo uso del fisico.

Insomma, i due brasiliani “reinventati” da Pirlo hanno disputato prestazioni assolutamente positive. Dopo le difficoltà iniziali, sono molto cresciuti.

 

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