LAVAGNA TATTICA – In cosa è cambiato molto Alex Sandro

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alex sandro juve
© foto www.imagephotoagency.it

Alex Sandro è uno dei giocatori della Juve che gioca più partite. In questi anni sono cambiati molto i suoi compiti nel terreno di gioco

L’evoluzione di Alex Sandro

Ancora non sappiamo il modo in cui giocherà la Juve di Andrea Pirlo. Sarri ha concluso con il 4-3-3, ma secondo alcuni c’è anche una possibilità che i bianconeri adottino una difesa a 3. In quel caso, Alex Sandro tornerebbe ad agire come quinto, un qualcosa che non si vede dalla Juve 2015-2016. In questi anni, il brasiliano è però cambiato molto: rispetto al treno di quegli anni, che arava la fascia e dava un contributo offensivo rilevante, è diventato molto più tattico. E’ cresciuto molto nelle letture difensive, nel palleggio arretrato e nella solidità in fase di non possesso.

Insomma, è un laterale che in zona di rifinitura ha numeri nettamente più bassi rispetto ai suoi omologhi europei, è imparagonabile rispetto a un Robertson, un Marcelo, un Davies o un Guerreiro. Allo stesso tempo, però, dimostra grande affidabilità con un contributo importante: in mancanza di un’alternativa credibile, gioca infatti una marea di partite. Inoltre, ha un’eccellente generosità nel leggere gli scompensi vicino a lui. Si è visto quest’anno, visto che non era semplice coprire l’anarchia tattica di Ronaldo su quel lato.

Come sono cambiati i numeri

L’evoluzione delle statistiche ci aiuta bene a capire quanto sia cambiato sia il giocatore che i compiti che gli vengono dati. Nel 2015-2016, da quinto creava molto. Totalizzava ben 0.21 Expected Assists ogni 90′ e 2.5 passaggi chiave. Mostrava buona gamba anche quando c’era da saltare l’uomo, come dimostrano i 2.4 dribbling riusciti ogni 90′. Al contrario, nelle ultime stagioni ha avuto un calo repentino, culminate nella scorsa annata in cui ha totalizzato i suoi record negativi. Appena 0-10 di Expected Assists ogni 90′, 1.5 dribbling e 1.47 passaggi chiave.

Si tratta di un giocatore che, anche per il contesto tattico vicino a lui (come detto, non sempre è semplice coprire Ronaldo) va molto meno sul fondo e ha meno modo di puntare l’uomo. La Juve di Sarri lo ha penalizzato ulteriormente sotto questo aspetto: il tecnico toscano voleva infatti una squadra cortissima in zona palla, con tutti i giocatori molto vicini tra di loro. Il lato forte era quello destro, con l’intera Juve collassata su quel lato.

Nella slide sopra, si vedono i principi di Sarri. Nel suo calcio, non c’è la voglia di occupare interamente l’ampiezza, poiché si intende attaccare tramite rapide combinazioni centrali di prima. Il terzino sul lato debole, Alex Sandro, ricopre una posizione molto stretta e interna, per avere più uomini in zona palla quando si cerca di riconquistare. Insomma, non era chiesto al brasiliano di andare sul fondo.

Ipotesi di difesa a 3

Tuttavia, in questa stagione potrebbe avvenire – da quanto trapela – un ritorno alla difesa a 3 in fase di possesso, con Alex Sandro che praticamente tornerebbe alle origini. Sarà interessante, nel caso, vedere come se la caverà. Capiremo se il calo di queste stagioni è semplicemente stato conseguenza di un contesto tattico che lo sfavoriva o se invece l’ex Porto ha proprio perso spunto per quanto riguarda l’apporto offensivo.

In ogni caso, se si giocasse con il 3-4-2-1, non sarà comunque semplice per il brasiliano occupare l’ampiezza. Ronaldo continuerebbe a fare la “finta ala”, che parte da sinistra e poi va un po’ (giustamente) dove vuole lui. Di conseguenza, ci sarebbe il rischio di vederlo comunque isolato quando riceve palla in fascia, senza nessuno che lo supporti nel migliore dei modi e si butti dentro.

Vedremo su che disposizione tattica punterà Pirlo, di certo sembra chiaro che anche in questa stagione Alex Sandro sarà chiamato a giocare tantissime partite. Spesso i tifosi lo criticano perché non ha grande brillantezza e incisività negli ultimi metri, ma non va trascurato il grande lavoro tattico che compie in ogni partita.

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