LAVAGNA TATTICA – Come mai Morata sta diventando indispensabile per la Juve di Pirlo

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© foto www.imagephotoagency.it

Morata è una delle note più liete della Juve di Pirlo. Sta dimostrando una completezza che in pochi su auspicavano

Grande avvio di stagione

Morata proveniva da anni molto difficili, in cui non aveva rispettato le grandi aspettative di inizio carriera. Dopo aver lasciato la Juve nel 2016, aveva sì vinto Liga e Champions con il Real Madrid (facendo oltretutto gol pesanti), ma in un’annata dal minutaggio piuttosto ridotto. Era sceso in campo poche volte dal primo minuto e fu sostanzialmente inutilizzato da Zidane nella fase ad eliminazione diretta della Champions.

Per imporsi, andrò prima al Chelsea e poi all’Atletico, incontrando però parecchie difficoltà e perdendo la titolarità. L’improvviso ritorno alla Juve, dopo le trattative per Dzeko e Suarez, è stato una sorpresa: sia per le difficoltà delle passate stagioni, sia perché sembrava avere caratteristiche diverse da quelle degli altri obiettivi di mercato. Dzeko è un vero e proprio regista offensivo, capace di pulire palloni, giocare spalle alla porta e mandare in porta i compagni. Al contrario, Morata sembrava un profilo più specifico: bravo ad aggredire la profondità ma meno abile nel fraseggio con i compagni, a fare da riferimento offensivo e a coesistere con Ronaldo.

Lo spagnolo sta invece offrendo un rendimento strepitoso. Fin qui, non sorprende solo la quantità enorme di gol fatti, ma anche la verità del suo gioco. Luca Rossi ha scritto questo su Ateralbus: “Le prestazioni di Morata, invece, stanno assumendo sempre più rilevanza e importanza: non tanto perché sia tornato ad essere incisivo in campo aperto o in situazioni di gioco a lui congeniali quanto perché sta dimostrando di saper fare cose che non aveva mai fatto vedere. E fin qui le ha fatte benissimo.”

Un giocatore sicuro

Prima di tutto, bisogna valutare l’importanza dell’aspetto psicologico. Morata è sempre stato un giocatore umorale, che tende a deprimersi abbastanza facilmente. In un ambiente, quello juventino, che invece lo fa sentire a casa, l’ex Chelsea sta dimostrando una leadership che in pochi si auspicavano. Anche nelle gare più difficili, è fin qui un riferimento importante per i compagni, persino negli aspetti tecnici che sembravano i suoi più grossi handicap.

Questo Morata si sta rivelando preziosissimo non solo quando può puntare la profondità, ma anche nel gioco spalle alla porta. Vince tanti duelli individuali e riesce a proteggere bene palla, consentendo così alla squadra di risalire. Quando mancano soluzioni di passaggio sul breve e si è costretti a un gioco più diretto, Morata diventa una risorsa importante per consentire alla Juve di guadagnare metri.

Lo si è visto per esempio contro il Crotone: per sfuggire al pressing calabrese, i bianconeri lanciavano spesso lungo sullo spagnolo. Morata è riuscito a prevalere fisicamente con l’avversario, vincendo duelli e generando così tante azioni pericolose (tra cui il gol). Grazie al suo fisico, la Juve guadagnava metri e superava il pressing del Crotone, riuscendo poi ad attaccare in campo aperto.

Pure contro il Verona, la Juve si è aggrappata molto a Morata. Qui viene incontro, attirando in avanti Ceccherini, e servendo bene Ramsey sulla corsa.

Nell’ultimo match di Roma, la Juve ha attaccato soprattutto in transizione, con tante ripartenze in campo aperto. Molte di quelle azioni sono nate proprio da Morata. I bianconeri si difendevano bassi con il 4-4-2, con Ronaldo che era in una posizione più alt rispetto allo spagnolo: era quindi Morata che si abbassava di più e faceva nascere il contropiede.

La coesistenza con Ronaldo

Si sta rivelando anche un ottimo partner per Ronaldo, facendo quelle giocate che noi tutti associavamo a Dzeko. Lo spagnolo, per il momento, si smarca benissimo tra le linee, dando soluzioni di passaggio per vie centrali. Come anticipato sopra, finora è molto pulito tanto nelle sponde quanto negli smarcamenti: crea bene spazi per i compagni, protegge palla e consente loro di aggredire la profondità.

Sopra vediamo due azioni che esprimono bene il Morata di questo periodo. Nella prima, con la Juve che palleggia dal basso, viene incontro per dare una soluzione di passaggio ad Arthur: raccoglie la verticalizzazione e di prima allarga bene per Ronaldo. Nella seconda, si gira e mette Chiesa solo davanti al portiere con un pallone molto preciso.

Ovviamente, siamo ancora agli inizi, con Morata che deve dimostrare la continuità che mai ha avuto in carriera. Nell’analizzare il suo grande avvio di stagione, non si può però non sottolineare come lo spagnolo sembri un altro calciatore, mostrando una varietà di giocate che in pochi si auspicavano. Se Dybala non cresce di rendimento, difficilmente la Juve di Pirlo potrà fare a meno di Morata.

 

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