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Lavagna Tattica

LAVAGNA TATTICA – Anche McKennie soffre: la Juve è poco intensa

Jacopo Azzolini

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juve mckennie

La Juve e McKennie hanno sofferto molto senza palla a Udine. La squadra di Pirlo è poco intensa e aggressiva

Ieri abbiamo scritto sulla povertà tecnica del palleggio della Juve, incapace nel creare occasioni da gol e muovere le linee avversarie. La squadra di Pirlo ha però giocato una gara pessima anche sotto il punto di vista agonistico, con enormi difficoltà senza palla. L’Udinese vinceva tanti contrasti e si aggiudicava la quasi totale interezza delle seconde palle. I friulani per risalire si aggrappavano molto su Okaka, con i compagni sempre bravi ad approfittare delle sue sponde.  In quelle situazioni, si vedeva chiaramente la scarsa intensità della Juventus.

L’Udinese era in costante superiorità numerica in zona palla, riuscendo anche a gestire – a tratti – piuttosto agevolmente il possesso. La Juve faticava ad accorciare in avanti, con i friulani che spesso facevano anche possesso conservativo: gli ospiti non riuscivano a contendere il possesso, un qualcosa che fotografa bene le difficoltà di Pirlo nell’applicare i principi di pressing alto elencati a inizio stagione.

Qui De Paul si abbassa per aiutare l’uscita dal basso: l’argentino allarga il gioco e l’Udinese può così risalire il campo, superando il pressing della Juve.

Oltre e farsi schiacciare spesso e volentieri, la Juve concedeva spazi sia al centro che in fascia, con i friulani che così trovavano spesso l’uomo libero. Oltre a essere passiva e inesistente nel pressing alto, la Juve era poco aggressiva nel coprire le linee di passaggio, con tempi spesso sbagliati nelle uscite.

In particolare, gli ospiti hanno molto sofferto i continui movimenti di De Paul. McKennie, che in fase di non possesso agiva da mediano sinistro, ha faticato enormemente nel rincorrerlo.  A volte l’argentino si smarcava bene alle spalle del texano, mentre in altre circostanze lo dribblava facendolo girare a vuoto. Non a caso, McKennie ha effettuato diversi falli su De Paul, compreso quello da cui è nata la punizione del gol di Molina.

Due situazioni in cui De Paul buca la Juve. Nella prima slide, triangola bene con Molina, mentre nella seconda supera McKennie con una bella azione individuale.

Il texano è arrivato a Torino con la fama di incontrista e giocatore di equilibrio, tuttavia sta incidendo soprattutto come incursore e giocatore offensivo. Non sempre fa prestazioni indimenticabili dal punto di vista difensivo, dove sembra spesso un po’ incerto nelle uscite e non irreprensibile nei contrasti.

A prescindere da McKennie, in ogni caso De Paul per tutta la partita ha individuato nel migliore dei modi la zona in cui ricevere. Sapeva quando stringersi o quando invece defilarsi.

Un esempio nella slide sopra, in cui – con Bernardeschi che esce su Molina e Sandro fuori posizione – si apre a destra per dare ampiezza. Pereyra lo lancia in profondità, con l’Udinese che approfitta del pessimo scaglionamento rivale e così costruisce un’occasione molto pericolosa.

Insomma, non preoccupa solo la sterilità della Juve, ma anche la pessima intensità che si vede senza palla. I bianconeri sono poco aggressivi nei contrasti, fanno una fatica tremenda nel recuperare il possesso e si fanno disordinare con troppa facilità. Nelle restanti partite servirà più attenzione

 

 

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