LAVAGNA TATTICA – Come gioca e come colpire il Barcellona di Koeman

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La Juve questa sera affronta il Barcellona di Koeman. Nel Clasico, abbiamo visto pregi e difetti dei catalani

Il 4-2-3-1 di Koeman

La Juve questa sera affronta un Barcellona che si trova in un difficile anno di transizione dopo l’ultima estate estremamente turbolenta. Pur con risultati altalenanti, in queste prime partite si sono visti con chiarezza i principi tattici di Koeman. Il nuovo allenatore schiera i catalani con un 4-2-3-1 che, a seconda della posizione di Messi e Coutinho, diventa spesso un 4-2-1-3.

Nell’ultimo Clasico disputato, per esempio, la Pulce ha agito in una posizione molto interna mentre il brasiliano era più largo a sinistra. Ansu Fati ha agito da nove mentre a destra Koeman ha schierato il giovanissimo Pedri al posto di un Griezmann che si trova in un momento davvero brutto.

Si tratta di una squadra che vuole stanziarsi nella trequarti avversaria e che intende attaccare con tanti effettivi. Su possesso consolidato, i terzini sono entrambi molto alti per permettere alle punte di entrare dentro al campo.

Come si vede nella slide sopra, in questo contesto sono fondamentali De Jong e Busquets, i due mediani. Oltre ai loro compiti nella costruzione e nel palleggio (l’olandese si smarca molto anche tra le linee), i due centrocampisti sono cruciali nelle transizioni difensive e nella riaggressione. Sono loro la principale (e a volte unica) protezione dei difensori centrali, di conseguenza se vengono saltati si aprono praterie.

Come è andato il Clasico

Il match contro il Real Madrid ha mostrato con chiarezza pregi e difetti attuali dei catalani. Il 4-2-3-1 del Barcellona ha creato molto sul centro-sinistra, trovando con frequenza superiorità posizionale e facendo tanta densità. Jordi Alba era in costante sovrapposizione, Coutinho partiva decentrato e c’era Ansu Fati pronto ad aggredire la profondità.

Pur difendendosi spesso a 5 (con Asensio che arretrava molto), gli ospiti hanno faticato nel proteggere quella zona del campo. Il Barcellona trovava costante superiorità posizionale, con anche De Jong che spesso si smarcava in quella zona. La giocata Messi-Jordi Alba ha ancora una volta seminato il panico, ed in questo modo è arrivata la rete del pareggio.

Tuttavia, come anche avvenuto nel pareggio contro il Siviglia, il Barcellona ha sofferto molto a palla persa: attaccava con tanti uomini, era così esposto alle transizioni dei rivali. Busquets in particolare ha patito parecchio queste situazioni, ha dovuto difendere in campo aperto contro i break rivali (soprattutto di Valverde). Le transizioni negative continuano a essere un problema che Koeman deve cercare di risolvere. I blaugrana sono troppo fragili centralmente quando gli avversari recuperano palla e si involano verso la porta.

Cosa deve fare la Juve

Per fortuna di Pirlo, Coutinho si è infortunato e ne dovrebbe avere per parecchie settimane (Dembélé potrebbe giocare al suo posto). L’allenatore bresciano parla molto dell’importanza del pressing nel calcio contemporaneo, vuole una Juve che aggredisca e recuperi il pallone in zone avanzate del campo. Tuttavia, alla luce delle difficoltà del Barcellona di cui abbiamo parlato, non sarebbe una brutta idea cambiare leggermente approccio.

Optare per un 4-4-2 dal baricentro più basso, invitando il Barcellona da andare in avanti (come detto, i catalani attaccano con tanti uomini) per poi punire in transizione. Con Chiesa, Morata, Cuadrado (e forse Kulusevski) la Juve ha le capacità per ribaltare velocemente l’azione, approfittando così delle difficoltà catalane a palla persa.

Insomma, l’attacco in spazi larghi può essere una risorsa importante per i bianconeri, il modo forse migliore per fare venire a galla i limiti dei catalani. Rispetto all’anno scorso, oggi la Juve ha atleti migliori, più velocisti in grado di rendere i bianconeri più efficaci nelle transizioni. Vedremo se oggi Pirlo cercherà di attaccare in questo modo.

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