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LAVAGNA TATTICA – Inter Juve: cosa deve fare Pirlo per neutralizzare Lukaku e Hakimi

Jacopo Azzolini

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juve inter pirlo

Oltre che da Lukaku e Lautaro, i principali pericoli dell’Inter arrivano da Hakimi. Cosa deve fare la Juve di Pirlo

Il peso di Lukaku

La Juve è costretta a giocarsi il big match contro l’Inter in una condizione non proprio ottimale, visto che a Pirlo mancheranno diversi titolarissimi come Cuadrado e De Ligt. In assoluto, l’assenza dell’olandese è probabilmente quella più pesante: sia per il peso dell’ex Ajax in questa squadra, sia per le caratteristiche offensive dell’Inter.

Con Lukaku, Conte ha esasperato la ricerca per le punte che accompagna il suo calcio fin dai tempi del Bari. Il belga è cruciale non solo nella finalizzazone, ma per l’intera risalita: la capacità dell’Inter di arrivare nella trequarti avversaria e creare pericoli consiste da quanto l’ex Manchester United riesce a essere dominante spalle alla porta, proteggendo palla e premiando gli inserimenti dei compagni. L’Inter non palleggia molto tra le linee (non a caso, Eriksen non si è mai adattato): cerca solitamente di arrivare gli attaccanti verticalizzando dalla difesa, svuotando abbastanza il centrocampo.

Cosa deve fare Bonucci

Insomma, molto passerà da quanto la Juve riuscirà a bloccare i rifornimenti per Lautaro e Lukaku. Questo aspetto suscita preoccupazione soprattutto per il pessimo stato di forma di Bonucci, che viene da gare molto negative e caratterizzate da tanti errori. In particolare, il viterbese è da tutto l’anno che soffre i duelli fisici con i centravanti rivali. Per gli avversari, è spesso facile superare il pressing bianconero e risalire il campo: basta lanciare sul proprio centravanti, che nella stragrande maggioranza dei casi riesce a prevalere fisicamente contro Bonucci.

In Roma-Juve di inizio stagione (ma è solo uno dei tantissimi esempi), Dzeko ha vinto 9 duelli su 10 contro Bonucci, annichilendolo fisicamente. Contro l’Inter, non ci si potrà assolutamente permettere queste situazioni.

L’importanza di Hakimi a destra

Dopo le due punte, il principale generatore di gol e occasioni dell’Inter è senza dubbio un Hakimi che a destra è un vero e proprio treno. 6 gol e 3 assist in appena 1000′ per il marocchino.

Dopo Sanchez, che però non possiamo definire un titolare, Hakimi è infatti il principale creatore di occasioni della formazione di Conte, con ben 0.32 Expected Assists per 90′. E’ raro, in assoluto, che in una squadra un quinto/terzino sia il principale rifinitore.

Non è però sorprendente nel caso dell’Inter, visto che Conte cerca poco di palleggiare per vie interne (basti pensare alle difficoltà di inserire Eriksen): la rifinitura dipende molto dai cross e dalle corsie esterne, con l’intera squadra che cerca di isolare i quinti in fascia. Anche per questo, Hakimi si sta rivelando via via sempre più imprescindibile per il tecnico salentino. Era esattamente il profilo che serviva a un’Inter che, l’anno passato, aveva poca qualità sugli esterni.

Luca Natalizi ha scritto questo su Aterlabus.it: ” Le ultime 2 partite ci hanno detto però (chiedere ad Augello e Spinazzola) che una volta isolato, può e sa far male anche nell’ 1 vs 1. Le sorti della partita dipenderanno molto da come Pirlo deciderà di coprire (e attaccare) la propria fascia sinistra. L’asse Frabotta-Ramsey (il duo più probabile ad ora) ci appare un po’ inadeguato per esperienza e gamba; molto più idonei potrebbero rivelarsi gli spostamenti in quella zona degli acciaccati McKennie e Chiesa“.

L’Inter cercherà di palleggiare a sinistra (soprattutto con Bastoni) per poi cambiare il gioco a destra su Hakimi, affinché possa puntare Frabotta in campo aperto. In quelle situazioni, la Juve dovrà essere reattiva e aggressiva sia nel coprire bene la palla sul proprio lato destro, sia nel nell’evitare il più possibile che Frabotta si trovi isolato contro il marocchino. Chi giocherà come ala sinistra nel 4-4-2, modulo con cui la Juve si difende, dovrà essere reattivo nello scivolare in fascia  e supportare il proprio terzino.

L’Inter, come tutte le squadre di Conte, è una formazione abbastanza schematica che insiste dall’inizio alla fine su determinate giocate. Pirlo dovrà essere bravo a impedirle, neutralizzando di conseguenza le fonti di gioco nerazzurre.

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Ama il calcio giocato, ma gli piace ancora di più parlarne, scriverne e discuterne. "Chiellini. Il muro invalicabile" è il suo primo libro.

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