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LAVAGNA TATTICA – Le chiavi di Juve Spezia

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La Juve deve assolutamente vincere contro lo Spezia di Italiano. I liguri concedono spazi, i bianconeri ne devono approfittare

Le difficoltà delle ultime settimane

La Juve di Pirlo non può permettersi di perdere altri punti dopo il passo falso contro il Verona. Nella conferenza pre gara, il tecnico bresciano ha detto che i bianconeri dovranno mettere più intensità nel palleggio rispetto alle precedenti gare. La Juve proviene infatti da partite in cui, a prescindere dall’atteggiamento dell’avversario, si sono viste enormi difficoltà in fase di possesso.

Contro il baricentro basso di Napoli e Porto, la palla è girata piuttosto lentamente. Gli avversari chiudevano bene il centro, di conseguenza i bianconeri dovevano essere rapidi nel servire gli esterni in isolamento sul lato debole. Ciò però non è mai avvenuto, a causa di un giro palla lento e di un pessimo movimento senza palla: di conseguenza, gli avversari hanno avuto vita facile nel chiudersi in fascia e negli scivolamenti laterali.

Al contrario, il Verona – fedele al proprio stile – ha cercato di aggredire in avanti i bianconeri con un feroce pressing uomo su uomo. La Juve ha faticato molto nel consolidare il possesso e nel palleggiare da dietro, lanciando spesso in avanti per le punte, che però sono state sovrastate fisicamente e hanno giocato spesso spalle alla porta. I bianconeri hanno quindi faticato nell’arrivare in modo pulito nella trequarti rivale, non sono riusciti a servire le proprie punte in situazioni interessanti.

Una squadra ambiziosa

Lo Spezia di Italiano è una squadra che non fa le barricate, è anzi molto ambiziosa in fase di non possesso: nonostante sia una “piccola”, si distingue per un indice PPDA piuttosto basso. In pratica, concede pochi passaggi prima di intraprendere un’azione difensiva, qualcosa che dimostra come la volontà sia quella di recuperare in fretta il pallone.

Se il Verona, ultimo avversario della Juve, si distingue per un pressing a uomo, lo Spezia difende di più a zona, con una linea piuttosto alta. Questo atteggiamento comporta ovviamente dei rischi, come avevamo visto nel match di andata. Basta un piccolo errore nei meccanismi di pressing e si concedono grosse occasioni ai rivali, i quali possono facilmente aggredire la profondità.

Si è visto nella partita del Manuzzi, dove la Juve era riuscita a mettere tante volte l’uomo davanti al portiere. Morata aveva aggredito con efficacia la profondità, così come McKennie si era esaltato nell’attaccare gli spazi. I bianconeri, seppur con qualche momento di affanno, avevano nel complesso creato parecchio.

Il gol di Ronaldo. Come si vede, la linea difensiva è altisisma, con il centrocampo che oltretutto non protegge bene la retroguardia. Morata viene trovato libero da Arthur.

 

Importante anche il rientro di un Danilo che, oltre a dare qualità nella costruzione, può aiutare i bianconeri a riempire meglio la zona di rifinitura. Il brasiliano effettua smarcamenti offensivi per vie interne che prendono spesso in controtempo i rivali: proprio nel match di andata si era distinguo per eccellenti inserimenti che avveno bucato le fila avversarie.

Va attaccata la profondità

Insomma, veniamo da partite dove, contro avversari diversi da loro, la Juventus ha manifestato una preoccupante sterilità offensiva. Lo Spezia è una squadra propositiva, che gioca a calcio e che accetta tanti rischi in fase difensiva. Sembra il contesto adeguato per rivedere una Juve di nuovo pericolosa, in grado di creare nette occasioni da rete. La palla dovrà però girare più velocemente rispetto alle ultime uscite, in cui per gli avversari era davvero troppo facile bloccare la manovra dei bianconeri. Insomma, bisognerà attaccare bene la profondità che lo Spezia concede spesso e volentieri.

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