LAVAGNA TATTICA – Perché Chiesa ha le caratteristiche che servono alla Juve

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Federico Chiesa è un nome da tenere d’occhio in ottica Juve nelle ultime giornate di mercato. Il giocatore ha caratteristiche che servono

L’importanza degli esterni

Nel caso si concretizzino alcune uscite, la Juve potrebbe fare un’importante offerta per Federico Chiesa. Il talento italiano sembra oggi un profilo funzionale per il calcio che ha in mente Pirlo e che abbiamo visto con chiarezza nelle scorse settimane.

Come abbiamo scritto, i bianconeri (in modo simile a quanto fa l’Italia di Mancini) difendono con un 4-4-2 che però in fase di possesso diventa un chiaro 3-2-5. Un terzino sale, mentre l’altro (Danilo nel caso di Juve-Sampdoria) resta bloccato e agisce da terzo di difesa. Lo scopo è quello di occupare tutti e 5 i corridoi verticali in zona di rifinitura, con 3 punte dentro al campo e due esterni che diano ampiezza.

La differenza rispetto a Sarri è evidente: l’anno scorso i bianconeri erano estremamente corti e compatti in zona palla, con l’intera squadra raccolta in pochi metri. Lo scopo era quello di attaccare con rapide combinazioni centrali di prima, di conseguenza i giocatori erano vicinissimi tra di loro e l’ampiezza era sguarnita.

Al contrario, la circolazione della Juve di Pirlo mira a sfruttare tutto il terreno di gioco, con l’elevato uso del cambio di campo sul lato debole per isolare i quinti contro i terzini avversari. Non a caso, il tecnico bresciano nella sua tesi ha scritto che le fasce devono costantemente essere occupate da un giocatore.

Il 3-2-5 della Juve. Rabiot apre il gioco su Frabotta.

L’apporto degli esterni è quindi fondamentale, poiché devono sempre accompagnare i 3 attaccanti in modo da riempire correttamente l’ampiezza. Devono anche occupare l’area: quando, per esempio, la Juve crossa da sinistra, Cuadrado va a staccare sul secondo palo (un qualcosa tipico dell’Atalanta di Gasperini).

Si vede nella slide sopra, con gli esterni molto alti e il colombiano che va sul secondo palo. Insomma, per fare il gioco che ha in mente Pirlo, servono quinti con grandi qualità offensive, che si muovano bene senza palla e che sappiano generare superiorità numerica.

Che caratteristiche ha Chiesa

Negli ultimi anni, non sempre Chiesa è stato utilizzato nel modo corretto. Molti allenatori lo hanno fatto entrare dentro al campo, in spazi ingolfati che non favoriscono le sue caratteristiche: non è un giocatore particolarmente pulito nel fraseggiare a pochi tocchi con i compagni, e soffre quando non ha abbastanza campo per partire in progressione. E’ un calciatore se vogliamo più specifico: deve occupare l’ampiezza e giocare vicino alla linea di fondo, dove può puntare l’avversario ed avere riferimenti chiari.

D’altronde, è il modo in cui lo stanno impiegando i suoi ultimi allenatori. Nella 3-1-4-2 della Fiorentina di Iachini, sono infatti Biraghi e Chiesa che danno ampiezza. Ciò si è visto con chiarezza nel match di sabato scorso contro il Torino in cui, per sfruttare i limiti della difesa a zona di Giampaolo, i viola hanno continuamente cambiato il gioco sul lato debole, per servire i quinti in situazioni dinamiche. Proprio da una giocata decisiva di Chiesa, che ha saltato Ansaldi quasi da fermo, è arrivato il gol decisivo di Castrovilli.

Nella foto sopra si vede con chiarezza lo scaglionamento offensivo della Fiorentina, con Biraghi e Chiesa molto alti che danno ampiezza.

Nell’Italia di Mancini, squadra più palleggiatrice rispetto alla Fiorentina, è usato in un modo molto simile. Anche lui gioca largo a destra nel 3-2-4-1 che adottano gli azzurri. La differenza rispetto ai viola è che in fase di non possesso fa l’esterno destro nel 4-1-4-1, mentre con la Fiorentina gioca spesso come quinto.

Come si vede nella slide sopra, Chiesa dà ampiezza largo a destra nel 3-2-4-1 dell’Italia.

Cosa porta alla Juve

Di conseguenza, difficilmente il talento della Fiorentina agirebbe da punta nel 3-2-5 di Pirlo. Prima di tutto perché ha tantissima concorrenza davanti a lui, e poi perché – come abbiamo spiegato – è un giocatore che soffre quando deve entrare dentro al campo: non è un profilo che si esalta tra le linee. Al contrario, fa bene da esterno, quando gioca in fascia. Sarebbe quindi sostituto (o alternativa) di Cuadrado, ossia il giocatore che dà ampiezza a destra.

L’incognita principale della Juve di Pirlo è la mancanza di esterni dal grande apporto offensivo, con Cuadrado e Alex Sandro che in questo aspetto sono nettamente inferiori rispetto ai terzini/laterali dei principali top club esteri. Chiesa è un giocatore intenso, che ha qualità atletiche e mentali importanti. Il sistema ibrido della Juve lo può favorire ed aiutare a crescere, perché si sposa benissimo con le sue caratteristiche. Può fare molto bene in una squadra propositiva che gli consente di puntare continuamente l’uomo sul lato debole. Inoltre, sulla stessa zona di Dybala e/o Kulusevski si possono vedere rotazioni interessanti.

Nel caso Paratici si aggiudicasse le sue prestazioni con un’offerta economica molto elevata, bisognerà però interrogarsi sul prezzo. Soprattutto in un’estate in cui si sono mossi, per molto meno, esterni con esperienza internazionale e che hanno dimostrato tanto anche in palcoscenici prestigiosi (vedasi Hakimi e Reguilon). I 60 milioni di cui si parlano sembrano davvero una cifra sopra la media.

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