Luis Enrique, l’uomo del Barcellona chiama i suoi alla carica

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Il numero uno del Barcellona prova a scuotere i suoi, durante la conferenza stampa e batte il calcio d’inizio della super sfida di domani tra Barcellona e Juventus

Il numero uno del Barcellona, Luis Enrique, aveva ammesso in settimana di non avere paura di inserire ben otto attaccanti pronto nell’affrontare la Juventus con l’idea di dover segnare 5 gol per poter strappare un biglietto per la semifinale. Ecco le parole dell’allenatore blaugrana in vista del match contro i bianconeri, di mercoledì sera:

Più difficile col Psg o con la Juve?
«Ci servono solo tre gol, non quattro. Ma tenendo conto della Juve che vorrà far gol, dovremo fare cinque gol».

Serve la partita perfetta?
«Non serve la partita perfetta, ma essere efficaci, generare occasioni da gol. Qui al Camp Nou ce la possiamo fare, serve attitudine e generare nei tifosi la voglia di saltare, di gasare, di replicare la notte vissuta col Psg».

La situazione mentale.
«Visto che stiamo parlando di cose vissute da poco, ora è risuccesso. Convinti di quello che dobbiamo fare e di come, magari domani dovremo calmare i giocatori a livello mentale, controllare le loro emozioni e dimostrare che possiamo vincere contro una grande squadra».

Un messaggio per i tifosi.
«Speriamo che quelli che all’80’ contro il Psg se ne sono andati, stavolta restino allo stadio. Fino al 95′ il Barcellona può fare tre gol, possiamo farcela tutti insieme».

Cosa si aspetta da loro?
«Spetta a loro decidere se difendersi o attaccare. Loro hanno tutto da perdere, noi possiamo solo attaccare, attaccare e attaccare. Prima della partita si ha sempre la possibilità di studiare i vari aspetti. Noi cercheremo di fare la nostra partita al di là del piano di gioco della Juve».

Serve un miracolo?
«No, è una cosa possibile. Potete usare la parola miracolo ma non è una cosa impossibile».

Aveva bisogno di più tempo per prepararla?
«Certo, se avessimo avuto un mese alle Maldive per studiare i video e le tattiche sarebbe stato meglio…»

C’è un calo in difesa?
«Quello che ha detto Piqué è che non dipende dal sistema, ma dai giocatori e dalle dinamiche. Si può soffrire a livello difensivo ma riguarda tutta la squadra».

Luis Enrique ha fiducia nei suoi?
«Se facciamo il primo gol, il secondo lo fa il Camp Nou e il terzo viene da sé. È più facile che col Psg perché c’è un gol in meno da rimontare»

La Juve viene al Camp Nou per segnare due gol.
«Se Allegri dice che faranno due gol, allora proveremo a farne sei. Io so solo che sarà una serata speciale per i nostri tifosi».

Come si ferma Higuain?
«Non è il giorno in cui dobbiamo elogiare i giocatori della Juve, oggi voglio solo motivare i giocatori del Barcellona».

Cosa ti ha impressionato della Juventus?
«Se pensiamo a quello che è successo a Torino, penso che la Juve abbia fatto un bel primo tempo. Noi cercheremo di migliorare il nostro livello. Sanno giocare con e senza palla, è difficile sfidare una squadra di questa caratura».

Tutti dicono che il Camp Nou sarà un fattore.
«Credo sia così. Lo dice la storia, i nostri tifosi ci spingeranno, ci sarà un’atmosfera di pazzia sportiva che ci spingerà a dare il meglio».

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